L’importanza della liberazione di Mosul

La liberazione di Mosul (Operazione Easgle Strike), annunciata dal Primo Ministro iracheno Abadi ad inizio luglio, è un grande risultato nella lotta condotta sul campo contro Daesh. Un passo importante, che purtroppo non rappresenta ancora la vittoria finale contro il sedicente stato islamico.
military_missionDelle tre capitali dell’ISIS in Iraq, Siria e Libia, Mosul in Iraq è stata senza dubbio la città più importante per il “Califfato”, per le sue dimensioni (1 milione e mezzo di abitanti), per il peso economico (vicinanza a bacini petroliferi), la collocazione geografica (la zona più fertile dell’Iraq) e per esser stato il luogo della proclamazione stessa del Califfato.
Ora la liberazione di Mosul segna un nuovo inizio sotto diversi punti di vista.
Ma perchè Mosul è così importante? Come organizzare ora il dopo-Mosul e quale il ruolo della Coalizione addestramentoInternazionale anti-Daseh e dell’Italia, secondo suo contributore?

  freccia_avantiVediamolo insieme nella newsletter di Agosto 

 

Approvata alla Camera la proposta di legge “Misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo di matrice jihadista”

La Camera dei deputati, dopo un’intensa e importante discussione, ha approvato la proposta di legge in materia di Misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo dingranaggi ministerii matrice jihadistache ho redatto insieme all’On. Stefano Dambruoso, e che abbiamo presentato circa un anno fa insieme a molti altri deputati di diversi schieramenti politiciLa proposta di legge iniziale, durante il percorso di discussione parlamentare, è stata migliorata e modificata grazie al dibattito e lavoro che si è prodotto in Commissione e anche al contributo dei colleghi Barbara Pollastrini ed Emanuele Fiano.

Si tratta di una legge innovativa, che interviene su materie nuove di cui mancavano riferimenti legislativi nel nostro Paese, che intende affrontare la minaccia terroristica di matrice jihadista puntando sul canale della prevenzione: essa è stata il frutto di un’attenta analisi della complessità di questo fenomeno, che ha visto un’intensa accelerazione con la nascita di Daesh, ed è anche il frutto di un lavoro condotto su più fronti nel nostro Paese per affrontarlo e contrastarlo.

freccia_avanti

Vediamone insieme l’importanza e di cosa di compone nella newsletter n. 32

legge

Il mio editoriale

Terrorisme : l’Italie se protège-t-elle mieux que ses voisins ?

LobsLa péninsule italienne n’a, pour lors, pas été touchée par la vague d’attentats qui frappe l’Europe. Une exception ?

marcelle

Rome, Italy. 24th March, 2017. Italian paramilitary police patrol (Carabinieri) stands in front of the Monument of the Unknown Soldier in Piazza Venezia Square a day ahead of an European Union summit commemorating the 60th Anniversary of the Treaty of Rome. EU leaders are gathering in Rome for a summit to mark the EU's 60th anniversary and to outline its future after Britain leaves. Giuseppe Ciccia/Alamy Live News(Photo by Giuseppe Ciccia/NurPhoto)
Rome, Italy. 24th March, 2017. Italian paramilitary police patrol (Carabinieri) stands in front of the Monument of the Unknown Soldier in Piazza Venezia Square a day ahead of an European Union summit commemorating the 60th Anniversary of the Treaty of Rome. EU leaders are gathering in Rome for a summit to mark the EU’s 60th anniversary and to outline its future after Britain leaves. Giuseppe Ciccia/Alamy Live News(Photo by Giuseppe Ciccia/NurPhoto)

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Combattere la radicalizzazione islamica: approvata la strategia di prevenzione

mediasetIl piano nazionale del CRAD coinvolge tutta la società: dallʼeducazne alla religione, dalla politica alle forze di polizia – TGCOM 24

Combattere la radicalizzazione islamica: approvata la strategia di prevenzione

Con 251 voti favorevoli (103 contrari e 13 astenuti) la Camera ha approvato l’istituzione del Centro nazionale sulla radicalizzazione (CRAD) presso il Dipartimento delle libertà civili e dell’immigrazione del ministro dell’Interno. Una svolta culturale per il nostro antiterrorismo, sia perché non ha ancora subito le drammatiche dinamiche di radicalizzazione viste oltralpe, sia per i nuovi attori coinvolti in questo obiettivo: oltre al contrasto poliziesco, si vuole infatti far collaborare varie parti dello Stato (fondamentale il ruolo della scuola) e della società civile (in primis le comunità islamiche, ma anche il mondo dell’accoglienza e le società di Internet).

Il CRAD: l’istituzione del Centro nazionale sulla radicalizzazione, nata dagli onorevoli Stefano Dambruoso e Andrea Manciulli, è stata approvata presso il Dipartimento delle libertà civili e dell’immigrazione del ministro dell’Interno con 251 voti favorevoli su 373. Provvedimento considerato inefficace da Forza Italia, Lega e M5S, che hanno votato contro. Il CRAD dovrà elaborare, annualmente, il piano strategico nazionale di prevenzione dei processi di radicalizzazione e di adesione all’estremismo violento di matrice jihadista.

tgcom24

Ecco le regole per “l’islam italiano” – guarda l’intervista 

 

Il nostro Paese vuole opporsi all’evoluzione del terrorismo jihadista, in particolare dopo l’avvento di Daesh, e l’aumento negli ultimi anni in tutto l’Occidente del numero di simpatizzanti sempre più giovani. L’Italia ha infatti visto partire per la Siria e l’Iraq più di 100 musulmani (molti di loro italiani), indottrinati dalla potente macchina di propaganda di Isis.

Cosa contempla? Viene istituito in Parlamento un Comitato per il monitoraggio dei fenomeni di radicalizzazione e dell’estremismo violento di matrice jihadista sul territorio nazionale, con particolare attenzione alle problematiche inerenti alle donne e ai minori. Il piano coinvolge figure istituzionali, componenti della magistratura, delle forze di polizia, di ministri di culto e di operatori sociali. La legge prevede anche interventi di comunicazione: attività nelle scuole e nelle università e prevenzione della radicalizzazione nelle carceri.

Per gli indottrinati, il ministero della Giustizia prevede l’adozione di un Piano nazionale per garantire ai soggetti detenuti o internati un trattamento penitenziario che tenda, oltre che alla rieducazione, anche al recupero umano, sociale, culturale e professionale di soggetti già radicalizzati.