Il mio editoriale

Sviluppi internazionali nel campo cibernetico

Per la crescente proliferazione di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) e la crescente opportunità di scambio in tempo reale e senza confini, le questioni legate alla sicurezza cibernetica affliggono milioni di persone in tutto il mondo, imprese e governi di ogni nazione e tutti i continenti. cyber imm

Pertanto, da diversi anni il tema costituisce oggetto di analisi di molti paesi. Come abbiamo avuto modo di vedere, la regolamentazione dello spazio cibernetico è di per sé molto complessa e necessita che gli Stati lavorino di concerto e con il settore privato.

Nella newsletter di gennaio 2017 vorrei soffermarmi con voi sulle iniziative intraprese a livello internazionale per cercare di affrontare la minaccia cibernetica

 

NATO e Italia: il bilancio post-Mattis

a cura di: Marco Giulio Baronerid

Il richiamo di James Mattis al “fair burden sharing” tra alleati in seno alla NATO ha suscitato preoccupazione per diversi motivi, tra cui le priorità politiche della nuova amministrazione Trump, la dipendenza strategica dei Paesi europei dall’ombrello statunitense, e la difficoltà dei Governi europei a reperire risorse, stretti tra opinioni pubbliche ostili e vincoli di bilancio. L’Italia non fa eccezione. Tuttavia, l’argomento è più complesso perché riguarda il peso e il ruolo del Paese nel suo complesso, nel bene e nel male. In primo luogo, l’Italia continua ad essere tra i Paesi più importanti dell’Alleanza Atlantica, non solo in virtù della sua dimensione. La tradizionale tendenza italiana a favorire le organizzazioni multilaterali, rispetto ad una posizione assertiva, non ha valore solo negativo. Spesso il nostro Paese ha fatto da mediatore all’interno dell’Alleanza, ruolo raramente messo sotto i riflettori per la sua intrinseca delicatezza, ma ben ricoperto e molto apprezzato. Ad esempio, è poco conosciuto che l’Italia è tra i pochi Paesi NATO che considerano davvero l’Alleanza come impegnata su un unico fronte, piuttosto che alimentare la retorica del confronto tra fronte orientale e meridionale. E quanto richiesto e ottenuto per il Mediterraneo è un risultato che si deve al fatto che l’Italia, le cui esigenze si focalizzano chiaramente in Nord Africa e Medio Oriente, non ha mai rifiutato di partecipare alle iniziative dell’Alleanza dedicate ad uno o più membri che richiedessero sostegno….continua a leggere

 

Il dibattito sulla difesa europea: sviluppi Ue e prospettive nazionali

Osservatorio di Politica Internazionale a cura dell’Istituto Affari Internazionali

Il recente dibattito sulla difesa europea ha visto importanti sviluppi a livello Ue, con iniziative intraprese dall’Alta Rappresentante/Vice Presidente (AR) e dalla Commissione, discusse e approvate dal Consiglio. Tuttavia la sua comprensione non può prescindere da un’analisi delle prospettive nazionali nei principali paesi membri dell’Unione post-referendum sulla Brexit, ovvero Francia, Germania e Italia, che hanno portato avanti le rispettive agende sia in un quadro intergovernativo sia interagendo con le istituzioni Ue.

Difesa: Libro Bianco, passi verso attuazione

P. Sartori – AffarInternazionali

Dopo un anno e mezzo di silenzio, l’implementazione delle riforme proposte dal Libro Bianco muove i primi passi verso un’effettiva concretizzazione. Il disegno di legge (DdL) che da molti mesi era in attesa di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri è stato finalmente varato il 10 febbraio, su proposta del ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

Il documento si compone di 11 articoli e individua quattro aree di intervento principali: revisione della governance, riorganizzazione del modello operativo delle Forze Armate, rimodulazione della composizione del personale e modifica del sistema di formazione.

In termini applicativi, il DdL si suddivide sostanzialmente in due parti. I primi sette articoli, relativi all’introduzione di modifiche alla struttura dei vertici e alla ripartizione delle competenze tecnico-amministrative, sono da considerarsi disposizioni di diretta applicazione e andranno a modificare il codice dell’ordinamento militare.

Per l’attuazione degli articoli successivi, invece, legati principalmente alla regolamentazione del personale, è prevista la delega al Governo per l’adozione di uno e più decreti legislativi entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge.

Da prospettiva interforze a maggiore integrazione
Tra le previsioni relative alla ristrutturazione dei vertici, un punto importante riguarda l’assunzione di un’ottica maggiormente integrata rispetto all’attuale concezione interforze, al fine di incrementare l’efficacia della struttura militare e ridurre le duplicazioni. In merito, il DdL prevede la divisione della figura di segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli Armamenti (Dna) in due incarichi distinti. Il Dna assumerà anche la responsabilità relativa alla logistica e potrà essere militare o civile.
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NATO’s Enhanced Forward Presence: reassurance and deterrence

A new NATO force lacks the size and power to deter Russian attacks on its own. But it will boost the cohesion and combat-readiness of NATO allies

NATO enhanced forward presence plan 2017The arrival of Belgian and German troops in Lithuania in January 2017 marked the first deployment of NATO’s Enhanced Forward Presence (EFP). At the conclusion of the Warsaw Summit, NATO declared this presence was designed to ‘unambiguously demonstrate… Allies’ solidarity, determination, and ability to act by triggering an immediate Allied response to any aggression’. While this relatively small conventional force faces multiple challenges in its role to provide a minimum credible deterrent in the region, it also offers a unique opportunity to improve the interoperability of NATO’s land forces. After the arrival of four battalion-sized battlegroups to Estonia, Latvia, Lithuania and Poland by May 2017, NATO will have deployed some 4,000 troops to the region as part of the EFP, with these rotational forces ‘underpinned by a viable reinforcement strategy’.

The locations of the battlegroup headquarters and the contributing countries and lead nations are marked on the accompanying map and table: Canada (Latvia), Germany (Lithuania), the United Kingdom (Estonia) and the United States (Poland). The assessed composition of the battlegroups, shown in the tables, has several significant implications.…continua a leggere

 

James Mattis, America’s new defence secretary, has given NATO a warning

The economist the economist

Mostly, it was a demand for European members to pay up

DURING his first month in office Donald Trump has often left allies concerned and confused. So when James Mattis, America’s new defence secretary, visited NATO’s headquarters in Brussels this week, he strove to calm anxious colleagues. Attending his first meeting of NATO defence ministers, Mr Mattis said that the administration strongly supports the alliance, which remains the “fundamental bedrock for the United States and the trans-Atlantic community”. (Previously, Mr Trump had described NATO as “obsolete” and not doing enough to fight Islamic terrorism). But Mr Mattis also stressed that the president is serious when he demands that other NATO members must spend more on defence. Otherwise, he warned, America might “moderate its commitment to the alliance”. This is hardly a new refrain from an American president. However, Mr Trump’s uniquely sceptical view of alliances raises the risk of ignoring it.….continua a leggere

A federated way ahead for NATO in an age of complexity

IISS -London

© NATONATO faces a set of security challenges that are unprecedented in their complexity and potentially increasing gravity, argues a new paper written by the IISS ahead of the Alliance’s March Transformation Seminar. Its calls for NATO to adopt a ‘persistent federated approach’ to its commitments and relationships both within the Alliance and among its members, so that it can benefit from the capabilities and expertise of member nations, and deliver on its tasks and ambitions more effectively.

 

Download the full paper: A federated way ahead for NATO in an age of complexity