Africa: la minaccia regionale di Boko Haram

Minando la stabilità del paese più popoloso Capture d’écran 2016-03-03 à 17_25_50e dell’economia più grande del continente africano, impedendo a circa 6 milioni di persone l’accesso al cibo e ai supporti umanitari, provocando una crisi umanitaria con oltre 2,6 milioni di persone in fuga e esacerbando gli attriti religiosi, Boko Haram è in grado di generare implicazioni economiche, ambientali e sociali a lungo termine per la regione.

Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) non resta impassibile e prosegue nelle sue attività soprattutto a danno delle economie locali, del turismo e degli investimenti stranieri, oltre ad ostacolare ogni tentativo di stabilizzazione dell’area condotta da attori esterni.

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Forum Ansa-Ce.S.I. Prospettive di stabilizzazione e possibili equilibri nella Penisola Coreana

 ‘Coree si preparino a riunificazione, mai così vicina’

Il vice presidente della Commissione Affari Esteri della Repubblica di Corea, Yoon-joe Shim (D), con l'Ambasciatore in Italia Lee Yong-joon (C) e l'On. Andrea Manciulli, presidente della delegazione italiana alla NATO, durante il Forum ANSA a Roma, 16 giugno 2016. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
Il vice presidente della Commissione Affari Esteri della Repubblica di Corea, Yoon-joe Shim (D), con l’Ambasciatore in Italia Lee Yong-joon (C) e l’On. Andrea Manciulli, presidente della delegazione italiana alla NATO, durante il Forum ANSA a Roma, 16 giugno 2016. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Dirigente Sud a Forum Ansa, ‘conquistare cuori dei nordcoreani’

Al passaggio fra anni Ottanta e Novanta Helmut Kohl disse che “il treno della riunificazione tedesca sta passando e noi dobbiamo prenderlo”, e oggi quel treno si sta avvicinando alla penisola coreana: ne è convinto Shim Yoon-joe, ex viceministro degli esteri sudcoreano e attuale responsabile per la riunificazione delle Coree nel parlamento di Seul, che oggi ha partecipato a un Forum organizzato dall’ANSA e dal Centro Studi internazionali (Cesi).

    “Il giorno della riunificazione fra le due Coree è più vicino che mai, anche se non sappiamo esattamente quando arriverà”, ha detto Shim, secondo cui il Sud si deve preparare a questa evenienza sul piano interno, “ottenendo l’appoggio del nostro popolo sudcoreano” alla causa, e su quello internazionale, nel quale giocano un ruolo gli Stati Uniti, la Russia, il Giappone e l’Onu e l’Ue, ma soprattutto – questa è una novità – la Cina.
La Cina, ha spiegato Shim, gioca un ruolo importantissimo in questo contesto: “Senza Pechino le sanzioni alla Corea del Nord sarebbero porose e fallirebbero. Abbiamo la collaborazione fattiva della Cina (storico, affidabile alleato del Nord, ndr) nell’applicazione delle sanzioni internazionali”. Le sanzioni, secondo Shim, “se avranno successo impediranno al leader Kim Jong-un di sviluppare il suo programma nucleare appieno, o almeno la rallenteranno”, e “gli impediranno di portare avanti la sua nuova strategia dello sviluppo simultaneo della difesa nucleare e dello sviluppo economico” di un Paese molto povero come il suo, obbligandolo, in parole povere, a venire a patti. Continua a leggere