Funding EU defence cooperation 

fiottDaniel Fiott- EUISS

European Union member states have spent decades working to identify and fill military capability gaps through initiatives such as the Headline Goals and the Capability Development Plan (CDP). In the European Defence Agency (EDA), participating member states are accustomed to operating on a strictly intergovernmental and largely voluntary basis when pursuing common defence projects. Even outside of the EU, groups of European countries have engaged in bi- and multi-lateral efforts such as Benelux cooperation that are designed to integrate forces, procure capabilities and/or engage in defence research efforts.

Yet multiple studies have pointed to the costs involved in cross-border defence initiatives and the record on European defence cooperation is mixed. However, through carefully targeted financial incentives the European Commission hopes that the European Defence Fund can help change the rules of the game for European defence cooperation.

Defense Choices for the Next French President

By Daniel Keohane-CSS Analyses in Security Policy

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France has been the most militarily active European member of NATO in recent years, including a large domestic deployment because of an ongoing state of emergency. The next French President may have to make some major defense policy choices; on operations, spending, capabilities and international partnerships. Can France maintain its ambition to be a European power with global reach?

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Il «problema infernale» del nuovo disordine mondiale

–di , , , , il Sole24ore

Nel suo libro “A Problem from Hell”: America and the Age of Genocide (ed. italiana “Voci dall’inferno: l’America e l’era del genocidio”, Baldini Castoldi Dalai, 2004 ), che uscì nel 2002 e vinse il Premio Pulitzer l’anno successivo, Samantha Power condannava l’inazione degli Stati Uniti nel prevenire o fermare alcune delle peggiori stragi etniche del ventesimo secolo. Come, però, lei stessa…continua a leggere

Da dove vengono (e dove ci porteranno) i nuovi populismi

di 

Nell’ultimo anno, il populismo ha gettato nello scompiglio le democrazie occidentali. Forze populiste diverse, sotto forma di partiti, leader e idee, hanno contribuito alla vittoria dei sostenitori della Brexit nel referendum britannico sulla permanenza nell’Ue e all’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Oggi, venti populisti soffiano sinistramente sulle elezioni generali dei Paesi Bassi, che si terranno a marzo, e sulle elezioni presidenziali francesi, che avranno luogo nei mesi di aprile e maggio.

Malgrado la sua apparente ubiquità, però, il populismo è un concetto difficile da definire. I populisti sono spesso intolleranti nei confronti degli outsider e dei diversi, ma nel caso di Geert Wilders, il leader olandese di estrema destra, ci troviamo di fronte a un convinto sostenitore dei diritti dei gay. Spostandoci negli Stati Uniti, la campagna presidenziale di Trump era stata inizialmente descritta come un movimento di opposizione alle élite, ma ora già sembra che la sua amministrazione sia diventata una succursale di Goldman Sachs …continua a leggere

Il mio editoriale

Sicurezza: per una Nato più pragmatica

di Andrea Manciulli – Affari Internazionali AffarInternazionali

La condizione necessaria per rilanciare l’Alleanza atlantica è lavorare per rispondere meglio agli incredibili e rilevanti mutamenti degli scenari di sicurezza. Questo è stato, pertanto, il filo conduttore dell’ultima riunione a Bruxelles dei ministri della Difesa durante la quale sono state affrontate, come di consueto, le questioni legate a flessibilità e deterrenza, ma dalla quale è emerso un approccio più pragmatico in termini di lotta al terrorismo, sicurezza cibernetica e dispiegamento di nuove forze di dissuasione.

A tratti simile alla portata dei Vertici, la ministeriale di febbraio ha inciso in maniera notevole sul confronto dialettico del quale è tornata ad essere protagonista l’Alleanza atlantica, complice il cambio di Amministrazione statunitense e il timore di un disimpegno di Washington da questioni che non afferiscano direttamente i suoi interessi. Continua a leggere

Il dibattito sulla difesa europea: sviluppi Ue e prospettive nazionali

Osservatorio di Politica Internazionale a cura dell’Istituto Affari Internazionali

Il recente dibattito sulla difesa europea ha visto importanti sviluppi a livello Ue, con iniziative intraprese dall’Alta Rappresentante/Vice Presidente (AR) e dalla Commissione, discusse e approvate dal Consiglio. Tuttavia la sua comprensione non può prescindere da un’analisi delle prospettive nazionali nei principali paesi membri dell’Unione post-referendum sulla Brexit, ovvero Francia, Germania e Italia, che hanno portato avanti le rispettive agende sia in un quadro intergovernativo sia interagendo con le istituzioni Ue.

5 graphs that explain EU foreign policy making in 2017

Dina Pardijs- ECFR

There remains a core agreement on certain key values but the EU is deeply divided on immigration, on Russia, and perhaps soon on the United States.

After years of flesh wounds, it feels as if the crises that have hit the EU in 2016 graph-ecfrmight now lead to catastrophic blood loss. The establishment unexpectedly lost in the Brexit referendum and the American elections; energetic centrist Matteo Renzi resigned as prime minister after losing a referendum in Italy; elections and primaries in Austria and France showed growing divisions in society; and in Hungary and Poland, increasingly illiberal governments are at odds with the European Commission …CONTINUA A LEGGERE