L’attacco di Trump in Siria: dieci spunti di riflessione

Stefano M. TorelliISPI

 

freccia_avantiLEGGI ANCHE : “The U.S. Attacks on Syria: What Comes Next?”

 

Nella notte tra il 6 e il 7 aprile, gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco con 59 missili Tomahawk dalle navi di stanza nel Mediterraneo, contro la base siriana da cui sarebbero partiti i bombardamenti con armi chimiche contro Idlib – che hanno ucciso circa 80 persone, tra cui diversi bambini – lo scorso 5 aprile. Da un lato, l’attacco statunitense arriva come una sorpresa, considerando che il Presidente Donald Trump si era schierato fortemente contro l’eventualità che Obama potesse attaccare il regime di Assad e, anche in campagna elettorale, aveva chiarito che la sconfitta del regime di Damasco non sarebbe stata una priorità della politica statunitense in Siria. Dall’altro lato, l’azione militare rispecchia anche l’imprevedibilità di Trump e potrebbe portare con sé molte conseguenze, a seconda delle reazioni che tale attacco provocherà e della continuità o meno che Washington darà ai bombardamenti – i primi a colpire direttamente obiettivi legati al regime di Assad da sei anni a questa parte – nel breve-medio termine. E’ difficile al momento stabilire cosa potrà esattamente accadere, ma è possibile fare un’analisi di tale episodio che, a prima vista, appare quasi rivoluzionario rispetto all’attitudine di Trump durante i suoi primi 100 giorni di governo. Quali sono, dunque, i dieci punti da tenere a mente dopo l’attacco missilistico degli Stati Uniti contro il regime di Assad? Continua a leggere

Siria: Attacco giustificato, ora però riprendere negoziato

“L’attacco Usa alla base dalla quale sono partiti gli attacchi chimici è giustificato. Lo smaltimento delle armi chimiche è stato il presupposto sul quale si costruirono gli accordi sulla Siria”, dichiara  Andrea Manciulli, presidente della delegazione italiana all’assemblea parlamentare della Nato.

“Non aver ottemperato a questo punto e aver di nuovo impiegato queste armi terribili per colpire la popolazione civile è intollerabile ed è quindi giusta una reazione. Tuttavia, come sostiene il nostro governo, l’unica via per risolvere la vicenda siriana è il negoziato che deve riprendere e per il quale il nostro Paese si spenderà. Assad deve sapere che l’uso delle armi chimiche e qualsiasi tentativo di infierire sula popolazione siriana non saranno tollerati”.

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Il «problema infernale» del nuovo disordine mondiale

–di , , , , il Sole24ore

Nel suo libro “A Problem from Hell”: America and the Age of Genocide (ed. italiana “Voci dall’inferno: l’America e l’era del genocidio”, Baldini Castoldi Dalai, 2004 ), che uscì nel 2002 e vinse il Premio Pulitzer l’anno successivo, Samantha Power condannava l’inazione degli Stati Uniti nel prevenire o fermare alcune delle peggiori stragi etniche del ventesimo secolo. Come, però, lei stessa…continua a leggere

Da dove vengono (e dove ci porteranno) i nuovi populismi

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Nell’ultimo anno, il populismo ha gettato nello scompiglio le democrazie occidentali. Forze populiste diverse, sotto forma di partiti, leader e idee, hanno contribuito alla vittoria dei sostenitori della Brexit nel referendum britannico sulla permanenza nell’Ue e all’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Oggi, venti populisti soffiano sinistramente sulle elezioni generali dei Paesi Bassi, che si terranno a marzo, e sulle elezioni presidenziali francesi, che avranno luogo nei mesi di aprile e maggio.

Malgrado la sua apparente ubiquità, però, il populismo è un concetto difficile da definire. I populisti sono spesso intolleranti nei confronti degli outsider e dei diversi, ma nel caso di Geert Wilders, il leader olandese di estrema destra, ci troviamo di fronte a un convinto sostenitore dei diritti dei gay. Spostandoci negli Stati Uniti, la campagna presidenziale di Trump era stata inizialmente descritta come un movimento di opposizione alle élite, ma ora già sembra che la sua amministrazione sia diventata una succursale di Goldman Sachs …continua a leggere

A Revolution Too Far? US Defence Innovation, Europe and NATO’s Military-Technological Gap

D. Fiott – Journal of Strategic Studies

The United States is launching another defence innovation initiative to offset the growing military-technological might of countries such as China, Russia and Iran. However, by utilising emerging technologies from the commercial sector to achieve greater military power the US may further open up the technology gap within NATO. This raises serious questions for NATO’s European allies...continua a leggere

U.S.-Cuba Relations

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Authors: Danielle Renwick

CFR

Introduction

On April 11, 2015, Presidents Barack Obama and Raúl Castro shook hands at the Summit of the Americas in Panama, marking the first meeting between a U.S. and Cuban head of state since the two countries severed their ties in 1961. The meeting came four months after the presidents announced their countries would restore diplomatic relations, and gave rise to President Obama’s March 2016 visit to Cuba, the first by a sitting president in over eighty-five years.

Since the 1960s, successive U.S. administrations have maintained a policy of economic sanctions and diplomatic isolation of Cuba. The change in the countries’ relations, initially marked by a prisoner swap and Havana’s release of a jailed U.S. subcontractor in December 2015, prompted some experts to point to better prospects for Cuba’s economy and U.S. relations more broadly in Latin America. But the U.S. trade embargo, which requires congressional approval to be rescinded, is unlikely to be lifted any time soon….continua a leggere