Defence industrial links between EU and US

AresBy Jean Belin, Associate Professor, Chaire Economie de défense / Keith HARTLEY, Emeritus Professor of Economics, University of York / Sophie LEFEEZ, Associate Research Fellow, IRIS / Hilmar Linnenkamp, Non-Resident Senior Fellow, SWP / Martin LUNDMARK, Associate Professor in Military technology, Swedish Defence College / Hélène MASSON, Senior Research Fellow, FRS / Jean-Pierre Maulny, Deputy Director, IRIS / Alessandro R. UNGARO, Research Fellow, IAI – September 2017
European commission new initiative, with the European Defence Fund (EDF), has for objective to increase EDTIB competitiveness and to propose incentives to European cooperative programmes. It could have consequences on the EDTIB structure with further consolidation. EDTIB future will also be shaped by the external landscape, particularly with the acquisition by EU countries of US made equipment and their cooperation with US DTIB on armament programme. This report evaluates the links between EU and US DTIB, it highlights the challenge of the future relationship between US and EU on defence industrial matters in view of the EC communication on the European Defence Fund and of the PESCO. Finally, the report makes recommendations to foster the creation of a more fruitful and balanced relationship between EU and US DTIB in the future.

L’attacco di Trump in Siria: dieci spunti di riflessione

Stefano M. TorelliISPI

 

freccia_avantiLEGGI ANCHE : “The U.S. Attacks on Syria: What Comes Next?”

 

Nella notte tra il 6 e il 7 aprile, gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco con 59 missili Tomahawk dalle navi di stanza nel Mediterraneo, contro la base siriana da cui sarebbero partiti i bombardamenti con armi chimiche contro Idlib – che hanno ucciso circa 80 persone, tra cui diversi bambini – lo scorso 5 aprile. Da un lato, l’attacco statunitense arriva come una sorpresa, considerando che il Presidente Donald Trump si era schierato fortemente contro l’eventualità che Obama potesse attaccare il regime di Assad e, anche in campagna elettorale, aveva chiarito che la sconfitta del regime di Damasco non sarebbe stata una priorità della politica statunitense in Siria. Dall’altro lato, l’azione militare rispecchia anche l’imprevedibilità di Trump e potrebbe portare con sé molte conseguenze, a seconda delle reazioni che tale attacco provocherà e della continuità o meno che Washington darà ai bombardamenti – i primi a colpire direttamente obiettivi legati al regime di Assad da sei anni a questa parte – nel breve-medio termine. E’ difficile al momento stabilire cosa potrà esattamente accadere, ma è possibile fare un’analisi di tale episodio che, a prima vista, appare quasi rivoluzionario rispetto all’attitudine di Trump durante i suoi primi 100 giorni di governo. Quali sono, dunque, i dieci punti da tenere a mente dopo l’attacco missilistico degli Stati Uniti contro il regime di Assad? Continua a leggere

Siria: Attacco giustificato, ora però riprendere negoziato

“L’attacco Usa alla base dalla quale sono partiti gli attacchi chimici è giustificato. Lo smaltimento delle armi chimiche è stato il presupposto sul quale si costruirono gli accordi sulla Siria”, dichiara  Andrea Manciulli, presidente della delegazione italiana all’assemblea parlamentare della Nato.

“Non aver ottemperato a questo punto e aver di nuovo impiegato queste armi terribili per colpire la popolazione civile è intollerabile ed è quindi giusta una reazione. Tuttavia, come sostiene il nostro governo, l’unica via per risolvere la vicenda siriana è il negoziato che deve riprendere e per il quale il nostro Paese si spenderà. Assad deve sapere che l’uso delle armi chimiche e qualsiasi tentativo di infierire sula popolazione siriana non saranno tollerati”.

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Il «problema infernale» del nuovo disordine mondiale

–di , , , , il Sole24ore

Nel suo libro “A Problem from Hell”: America and the Age of Genocide (ed. italiana “Voci dall’inferno: l’America e l’era del genocidio”, Baldini Castoldi Dalai, 2004 ), che uscì nel 2002 e vinse il Premio Pulitzer l’anno successivo, Samantha Power condannava l’inazione degli Stati Uniti nel prevenire o fermare alcune delle peggiori stragi etniche del ventesimo secolo. Come, però, lei stessa…continua a leggere

Da dove vengono (e dove ci porteranno) i nuovi populismi

di 

Nell’ultimo anno, il populismo ha gettato nello scompiglio le democrazie occidentali. Forze populiste diverse, sotto forma di partiti, leader e idee, hanno contribuito alla vittoria dei sostenitori della Brexit nel referendum britannico sulla permanenza nell’Ue e all’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Oggi, venti populisti soffiano sinistramente sulle elezioni generali dei Paesi Bassi, che si terranno a marzo, e sulle elezioni presidenziali francesi, che avranno luogo nei mesi di aprile e maggio.

Malgrado la sua apparente ubiquità, però, il populismo è un concetto difficile da definire. I populisti sono spesso intolleranti nei confronti degli outsider e dei diversi, ma nel caso di Geert Wilders, il leader olandese di estrema destra, ci troviamo di fronte a un convinto sostenitore dei diritti dei gay. Spostandoci negli Stati Uniti, la campagna presidenziale di Trump era stata inizialmente descritta come un movimento di opposizione alle élite, ma ora già sembra che la sua amministrazione sia diventata una succursale di Goldman Sachs …continua a leggere

A Revolution Too Far? US Defence Innovation, Europe and NATO’s Military-Technological Gap

D. Fiott – Journal of Strategic Studies

The United States is launching another defence innovation initiative to offset the growing military-technological might of countries such as China, Russia and Iran. However, by utilising emerging technologies from the commercial sector to achieve greater military power the US may further open up the technology gap within NATO. This raises serious questions for NATO’s European allies...continua a leggere