A QUICK GUIDE TO LIBYA’S MAIN PLAYERS

ECFR

main-playersIn Libya there are very few truly national actors. The vast majority are local players, some of whom are relevant at the national level while representing the interests of their region, or in most cases, their city. Many important actors, particularly outside of the largest cities, also have tribal allegiances.

Since the summer of 2014, political power has been split between two rival governments in Tripoli and in Tobruk, with the latter having been recognised by the international community before the creation of the Presidential Council – the body that acts collectively as head of state and supreme commander of the armed forces – in December 2015. Several types of actors scramble for power in today’s Libya: armed groups; “city-states”, particularly in western and southern Libya; and tribes, which are particularly relevant in central and eastern Libya.

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Focus Mediterraneo Allargato n.1

osservatorio-di-politica-internazionale-mediterraneoLa regione del Mediterraneo allargato permane in una condizione di forte entropia e di strutturale debolezza istituzionale. Interessi e agende contrastanti continuano ad alimentare tale dinamica, liberando costantemente nuove energie che alimentano i principali teatri di scontro e crisi regionale. Di fronte a tale scenario, si è ormai imposta la consapevolezza che lo stato e la sua disintegrazione o strutturale debolezza abbiano rappresentato il vero cuore pulsante che ha generato tale dinamica, amplificandone la portata e favorendo il libero agire sia di alcune potenze internazionali e regionali sia di cosiddetti attori non-statuali.

Crisi di legittimità, mancanza di sicurezza, incapacità di esercitare pienamente il monopolio della forza legittima, perdurante debolezza del sistema economico e, infine, polarizzazioni etnico-comunitarie e socio-politiche possono essere considerate non solo tra le principali sfide alla stabilità e alla tenuta di questo sistema regionale, ma anche tra i maggiori effetti prodotti dalla debolezza dello stato e delle sue istituzioni. In alcuni casi lo stato si è dimostrato addirittura inesistente o incapace di agire efficacemente al di fuori delle logiche dei regimi autoritari contro cui si erano mobilitate molte piazze nel 2011. Continua a leggere

Jihad globale, il nuovo cantiere africano

JihadismAfricaOk

ISPI Dossier

Negli ultimi mesi il fronte del jihad è sembrato ridefinirsi attraverso nuove direttrici: dall’Iraq alla Siria verso l’Egitto e la Libia, attraversando il deserto dell’Algeria e del Mali sino all’Africa occidentale, confermando la tendenza all’irradiamento delle formazioni radicali islamiche in Africa e ribadendo la trasformazione della fascia sahelo–sudanese immediatamente a sud del Sahara in una regione di instabilità e insicurezza. Alla luce di questo, il Sahara ha acquisito una nuova centralità geopolitica: se già dal 2013 l’attenzione si era focalizzata sul Mali e sull’intervento internazionale contro le formazioni radicali islamiche e secessioniste che ne avevano occupato il nord, l’attentato di Grand–Bassam (Costa d’Avorio) del 13 marzo scorso sembra rivelare un ulteriore passo avanti nella strategia dei gruppi terroristici. La concomitante rivendicazione di Aqim e al–Mourabitoun pare offrire una duplice chiave di lettura: da una parte, una nuova frontiera geopolitica della minaccia, con organizzazioni capaci di operare in luoghi sensibili ma storicamente distanti dalle tradizionali aree d’azione; dall’altra, la possibilità di una convergenza tra i numerosi gruppi (compreso Boko Haram), ora pronti a collaborare in una nuova e fluida convergenza tattica.

RICONCILIAZIONE O FALLIMENTO: LA LIBIA AL BIVIO

libia Ce.s.i. di Gabriele Iacovino, Francesco Tosato, Marco Di Liddo e Stefania Azzolina

Con l’aggravarsi della guerra civile libica, l’atrofizzazione del negoziato tra i due parlamenti di Tripoli e Tobruk e il sempre più intenso dibattito sulla possibilità di una missione di stabilizzazione da parte della Comunità Internazionale, si è rafforzata la necessità di comprendere quali siano le forze profonde che caratterizzano l’attuale scenario del Paese e quali eventuali evoluzioni queste possano subire nell’immediato futuro.
Il presente lavoro intende analizzare le radici della complessità politica libica, offrire una chiave di lettura degli suoi prossimi sviluppi, indagare la natura delle minacce alla sicurezza e alla stabilità nazionale e, infine, suggerire degli spunti di riflessione e delle raccomandazioni di policy per la definizione di una efficace exit strategy…continua a leggere