Turchia–Russia–Iran: nuove intese sulla Siria?

ISPI Dossier 

L’attentato di ieri ad Ankara, costato la vita all’ambasciatore russo Andrey Karlov, è avvenuto a poche ore dall’incontro odierno a Mosca tra i ministri degli Esteri e della Difesa di Russia, Turchia e Iran. Il vertice era stato fissato per discutere degli ultimi sviluppi in Siria e assume grande importanza per le implicazioni geopolitiche nell’area mediorientale. Turchia da una parte e Russia e Iran, dall’altra, sono stati a lungo su fronti opposti riguardo alla crisi siriana. Il loro riavvicinamento potrebbe cambiare nuovamente gli equilibri nella regione. A conclusione del vertice, i ministri di questi paesi hanno tenuto a sottolineare che l’attentato non indebolirà la loro volontà di procedere verso una più stretta collaborazione.

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Military coups: a very short introduction

Pages_from_Breif_25_Coups_7ac2279146Florence Gaub – EUISS EUISS

Until three years ago, it was widely perceived in Europe that the era of military intervention in politics was over: strongmen like Idi Amin and Hafez al-Assad were long dead, and the world had seen the likes of Mubarak toppled and Pinochet voted out of power. The armed forces appeared to have returned to the barracks for good. Although the coups in Egypt and Thailand, in 2013 and 2014, respectively, were a reminder that the military can still play a political role, it was the recent failed coup attempt in Turkey which drove this point home.

As the military’s raison d’être is clearly the defence of a state, any venture by it into politics is generally seen as an anomaly – yet this repeatedly occurs. So why (and when) do coups happen? Mainly for four reasons: the armed forces have the capacity, the interest, no legitimate opponent and a degree of popular support. If all four elements are not present, however, a coup will fail – as was, arguably, the case in Turkey.

 

 

Genocidio armeno sotto la lente del diritto internazionale

La commemorazione del centenario del genocidio armeno avrebbe potuto costituire per la Turchia un’occasione per riconoscere quell’immane tragedia che, durante la prima guerra mondiale, portò alla quasi totale scomparsa della minoranza armena dall’Impero ottomano. Nessun riconoscimento è invece giunto dal Governo turco, fermo nella propria posizione negazionista.