Lavoro: Eni a Livorno

set 14
Postato da Ufficio Stampa Archiviato in Toscana

Un sito così importante come quello dell’Eni di Livorno non può essere svenduto. Hanno ragione i lavoratori ad essere preoccupati che il potenziale acquirente non sia un soggetto industriale e per questo non dia garanzie per il futuro. Noi chiediamo che dal tavolo del 17 settembre esca un percorso concreto di prospettiva per i 450 dipendenti di Eni e gli oltre 500 dell’indotto. In quella occasione il Governo dovrà guidare un percorso che porti Eni a dare uno sbocco alla prosecuzione industriale dell’attività di raffinazione”.

Così Andrea Manciulli, segretario del PD della Toscana, interviene sulla vicenda dell’Eni di Livorno.

Il primo giorno di scuola

set 13
Postato da Andrea Manciulli Archiviato in Toscana

Più che al “primo” giorno di scuola pare di trovarsi di fronte “all’ultimo”. E non a quello gioioso che restituisce i ragazzi alle vacanze ma a quello funesto che vede la scuola italiana esaurire la sua funzione.

Quello della scuola non è il solo aspetto in cui il Governo dà prova della sua inadeguatezza ma è certamente il più grave. Coinvolge il presente e il futuro. Mina la qualità della vita di ogni famiglia oggi e assicura al Paese primati negativi di qui agli anni a venire. Ci troviamo di fronte ad un disastro.

Il Premier ride e gli insegnanti si fanno fotografare in mutande, la prima infanzia deve restare coi nonni, ammesso che li abbia, alle elementari di fronte ai grembiulini poche e confuse idee, per non citare l’abbandono delle Università e la marginalità della ricerca scientifica.

Non c’è bisogno di aspettare domani per sapere che quella che si sta aprendo è una nuova stagione di lotte in difesa della scuola, del diritto all’istruzione, per la dignità del corpo docente. Sono 1712 gli insegnanti che in Toscana “restano a casa” e, sempre in Toscana, è grazie all’impegno della amministrazione Regionale e al suo contributo che rimangono in vita attività formative e decine di posti di lavoro.

Mi pare evidente il doppio percorso che il nostro impegno deve seguire. La Toscana fa la sua parte sul fronte dei provvedimenti straordinari del suo Governo Regionale. Lo stesso impegno si vede nelle iniziative delle Amministrazioni Provinciali e nei Comuni. Ma questo non sottrae il Governo e il Ministro Gelmini dalla responsabilità di provvedimenti irresponsabili, di tagli ingiustificati. E questo impone che si dia corpo ad una grande iniziativa di lotta che impegna subito tutto il corpo del Partito Democratico.

Siamo in prima fila, con il movimento dei lavoratori e degli studenti della scuola. Siamo con ogni famiglia italiana a sostenere la necessaria e urgente inversione di marcia. La scuola, la formazione e la ricerca scientifica costituiscono una priorità per chiunque immagini il futuro del nostro paese.

Nelle iniziative di lotta dei precari, del corpo insegnante, degli studenti, dei lavoratori della scuola, il Partito Democratico è presente fin da ora. Sono in calendario iniziative che si svolgeranno in ogni città della Toscana.

Crisi ed occupazione

set 9
Postato da Ufficio Stampa Archiviato in Toscana

Andrea Manciulli, segretario del Pd della Toscana, affronta il tema della crisi commentando i dati di Unioncamere sulla grave flessione di importanti comparti economici regionali.

In queste settimane la nostra preoccupazione è quella di stare al fianco dei lavoratori. L’Eni di Livorno, l’ex Delphi e tutte le altre aziende in crisi sono le priorità della nostra iniziativa politica. Bisogna sostenere chi ha investito ed è indebitato, rilanciare la produzione con politiche industriali che premino l’innovazione e le eccellenze della Toscana come quella metalmeccanica.

Le politiche messe in campo dalla Regione vanno nella giusta direzione, ma non possono bastare senza un sostegno da parte del governo nazionale. Mi unisco alla richiesta dell’Assessore Simoncini, di Confindustria e delle parti sociali per il rifinanziamento della cassa integrazione straordinaria e degli ammortizzatori. La crisi avrà ripercussioni nel lungo termine, perché la generazione più colpita è quella tra i 25 anni e i 45 anni, una generazione che non ha quindi la possibilità di farsi una famiglia e dei figli. Se in passato il cuore della coesione sociale erano assistenza e previdenza, oggi occorre fare anche molto di più, e devono affiancarsi priorità come servizi all’infanzia e sostegno per case e aiuti alle giovani famiglie. In questo senso il ruolo della formazione, della cultura e della ricerca è fondamentale per il rilancio del nostro sistema economico.”