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	<title>Commenti a: Il futuro per esempio, la città contemporanea come stile di vita</title>
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		<title>Di: Marcello Battini</title>
		<link>http://www.andreamanciulli.it/index.php/2009/10/20/il-futuro-per-esempio/comment-page-1/#comment-24</link>
		<dc:creator>Marcello Battini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 14:25:54 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo Andrea. Condivido pienamente la tua idea di città.Mi dovresti fare una cortesia. Mettiti in contatto con Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno, oer sensibilizzarlo sulla questione dell&#039;ubicazione del costruendo nuovo ospedale cittadino. T&#039;invierò, via e-mail il contenuto di alcune mie osservazioni sulla questione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Andrea. Condivido pienamente la tua idea di città.Mi dovresti fare una cortesia. Mettiti in contatto con Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno, oer sensibilizzarlo sulla questione dell&#8217;ubicazione del costruendo nuovo ospedale cittadino. T&#8217;invierò, via e-mail il contenuto di alcune mie osservazioni sulla questione.</p>
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		<title>Di: Massimo Lastrucci</title>
		<link>http://www.andreamanciulli.it/index.php/2009/10/20/il-futuro-per-esempio/comment-page-1/#comment-22</link>
		<dc:creator>Massimo Lastrucci</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 19:03:48 +0000</pubDate>
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		<description>Poche note a margine della conferenza dal momento che per problemi logistici non vi è stato il tempo e quindi modo di esprimerle. 

Tutte centrate, per evitare divagazioni fuori dal tema, sul titolo della conferenza, La contemporaneità come stile di vita.

Si potrebbe dire che non conosciamo altri stili di vita se non quello della contemporaneità.

Tutti, a ben vedere, sono o sono stati contemporanei.

Anche  Brunelleschi era contemporaneo del suo tempo.

Le sue opere  però erano non solo  contemporanee  di un contemporaneo ma anche e soprattutto espressione di contemporaneità intesa come capacità quasi visionaria di avvertire e sentire prima e meglio degli altri il flusso vitale delle cose e proiettarlo verso il futuro come valore condiviso.

Sentito come valore appunto perchè condiviso.
Condiviso proprio perchè parte di un sentire comune a cui la contemporaneità da risposta in tempo reale.
Efficace perchè è proprio ed esattamente la risposta a quel sentire.

Ma la cosa veramente importante non è solo tutelare quelle espressioni di valore ma anche e forse soprattutto ripensare i processi che hanno generato quei valori.
Nessuna cupola di Brunelleschi , senza l’Umanesimo che era il moto dei pensieri e quindi dell’agire collettivi che guardava al nuovo come una necessità politica, sociale ed economica.
Nessuna cupola di Brunelleschi senza Lorenzo che si faceva interprete politico di quelle istanze a cui si ripondeva con la visionarietà della contemporaneità.
In un assurdo gioco di viaggio nel tempo se Brunelleschi decidesse di costruire oggi la cupola  o si stuferebbe per la montagna di carta da presentare ed andrebbe a costruirla all’estero o comunque gli verrebbe bocciata da qualche commissione perchè altera l’aquilibrio di Piazza Duomo o si sovrappone alla mirabile fabbrica gotica di Arnolfo di Cambio.

Occorre anche tutelare in maniera adeguata i processi di espressione del valore: anche a  Brunelleschi poteva  capitare di vincere un concorso per la cupola  o di perderne un altro per le porte del Battistero.

Nella sfida contemporanea delle città occorre che la complessità come valore vitale sia accolta dalla politica come capacità di ascolto.
Occorre che le soluzioni della contemporaneità siano affidate alla migliore progettualità  ed occorre che questa sia espressa con la sua massima potenzialità.
Le soluzioni sul territorio fatte e pensate fuori del sentire comune non possono essere contemporanee.
A meno di un assurdo viaggio nel tempo.
Ma noi preferiamo la contemporaneità come stile di vita.

Un abbraccio

Massimo Lastrucci</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Poche note a margine della conferenza dal momento che per problemi logistici non vi è stato il tempo e quindi modo di esprimerle. </p>
<p>Tutte centrate, per evitare divagazioni fuori dal tema, sul titolo della conferenza, La contemporaneità come stile di vita.</p>
<p>Si potrebbe dire che non conosciamo altri stili di vita se non quello della contemporaneità.</p>
<p>Tutti, a ben vedere, sono o sono stati contemporanei.</p>
<p>Anche  Brunelleschi era contemporaneo del suo tempo.</p>
<p>Le sue opere  però erano non solo  contemporanee  di un contemporaneo ma anche e soprattutto espressione di contemporaneità intesa come capacità quasi visionaria di avvertire e sentire prima e meglio degli altri il flusso vitale delle cose e proiettarlo verso il futuro come valore condiviso.</p>
<p>Sentito come valore appunto perchè condiviso.<br />
Condiviso proprio perchè parte di un sentire comune a cui la contemporaneità da risposta in tempo reale.<br />
Efficace perchè è proprio ed esattamente la risposta a quel sentire.</p>
<p>Ma la cosa veramente importante non è solo tutelare quelle espressioni di valore ma anche e forse soprattutto ripensare i processi che hanno generato quei valori.<br />
Nessuna cupola di Brunelleschi , senza l’Umanesimo che era il moto dei pensieri e quindi dell’agire collettivi che guardava al nuovo come una necessità politica, sociale ed economica.<br />
Nessuna cupola di Brunelleschi senza Lorenzo che si faceva interprete politico di quelle istanze a cui si ripondeva con la visionarietà della contemporaneità.<br />
In un assurdo gioco di viaggio nel tempo se Brunelleschi decidesse di costruire oggi la cupola  o si stuferebbe per la montagna di carta da presentare ed andrebbe a costruirla all’estero o comunque gli verrebbe bocciata da qualche commissione perchè altera l’aquilibrio di Piazza Duomo o si sovrappone alla mirabile fabbrica gotica di Arnolfo di Cambio.</p>
<p>Occorre anche tutelare in maniera adeguata i processi di espressione del valore: anche a  Brunelleschi poteva  capitare di vincere un concorso per la cupola  o di perderne un altro per le porte del Battistero.</p>
<p>Nella sfida contemporanea delle città occorre che la complessità come valore vitale sia accolta dalla politica come capacità di ascolto.<br />
Occorre che le soluzioni della contemporaneità siano affidate alla migliore progettualità  ed occorre che questa sia espressa con la sua massima potenzialità.<br />
Le soluzioni sul territorio fatte e pensate fuori del sentire comune non possono essere contemporanee.<br />
A meno di un assurdo viaggio nel tempo.<br />
Ma noi preferiamo la contemporaneità come stile di vita.</p>
<p>Un abbraccio</p>
<p>Massimo Lastrucci</p>
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