Non è una novità, è sotto gli occhi di tutti, la sproporzione polemica con cui si affrontano questioni serie ed importanti come quelle che riguardano il governo della cosa pubblica e il ruolo o il compito che è affidato ai partiti.
Noi, il Partito Democratico in generale, ed in Toscana in particolare sentiamo la responsabilità del ruolo che ci è affidato. Siamo un partito di persone per bene. Abbiamo appena concluso un percorso pubblico, trasparente e partecipato che ha registrato la convinta presenza di circa tre milioni di persone – circa trecentomila solo in Toscana – per scegliere un gruppo dirigente a cui è affidata la responsabilità e l’onere di guidare la nostra iniziativa politica. Chi altro può dirlo? Chi altro lo ha fatto? Chi è stato scelto per quello che è e non nominato dal capo per quello che può dare anche in termini di ossequio? Chi come noi si sottopone costantemente al giudizio dei suoi elettori?
Non è un fatto marginale, non è un esercizio retorico. E’ la prassi di una forza politica che è credibile perché è creduta, condivisa, sostenuta.
Trovo ridicolo che qualcuno – dispiacciono alcune dichiarazioni di Da Empoli riportate dalla stampa – ricorra a giudizi sommari sul risultato delle elezioni primarie e da qui faccia risalire un allarme generalizzato. Penso che siano legittime elaborazioni diverse dalle nostre ma non è accettabile alcuna lezione di moralità nell’esercizio del ruolo che la politica ci affida.
Il Partito Democratico e la tradizione da cui nella sua composizione d’insieme deriva – sia essa quella che ha ancora ben impressa nella mente la lezione di Enrico Berlinguer come quella di Aldo Moro, di Martinazzoli o di Zaccagnini – è un grande partito popolare. Un Partito di persone oneste, normali, che hanno dato ampia e documentata prova di agire negli interessi della comunità, di corrispondere ad un disegno, ad idee sulla base delle quali ha incontrato, riscosso e mantenuto un grande consenso.
Questo non significa che non veda e non conosca la natura di singoli aspetti degenerativi che hanno potuto esprimersi e sui quali prima di un rilievo penale, di cui sapremo e vedremo nel corso dello svolgimento degli accertamenti, è indiscutibilmente da considerare un nostro rilievo e il nostro allarme ma soprattutto l’intervento che ne impedisca la riproposizione. Non siamo rimasti immobili e non rinunceremo alla ricerca della verità e delle responsabilità. Chi ha preferito il proprio tornaconto, chi ha custodito interessi personali, ha danneggiato il Partito e aggredito il lavoro faticoso e onesto di migliaia di amministratori generosi e preparati.
E’ comunque ridicolo che dal centrodestra, da questo centrodestra che del conflitto d’interessi e della politica dei favori fa la propria bandiera, programma politico e di governo, ora si muovano richieste e denunce fingendo un clima da patibolo. Ma non siamo sorpresi e manterremo tutta la tranquillità che il caso richiede. A Firenze, come in ogni altra città della nostra Regione, sono in campo giunte in cui abbiamo fiducia e soprattutto a cui la città mostra affetto. Qualcosa in più del consenso. In Toscana abbiano governato bene e continueremo a farlo. L’asta del controllo e della trasparenza è per noi già alta e gli strumenti e la volontà sono attrezzati e presenti. Quindi se qualcuno ha sbagliato pagherà com’è giusto e normale che sia. Ma chi spera che a pagare siano i legami che ci tengono stretti al nostro territorio ed ai nostri compiti sbaglia e sbaglia di grosso.
Andrea Manciulli,
segretario PD Toscana

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