Abbiamo sentito da Berlusconi, Tremonti e da tutti gli esponenti del Governo tante parole sulla “necessità” della manovra finanziaria. Peccato che fino ad oggi il nostro Paese sia stato costretto a subire le conseguenze di un governo che da sempre ha negato la crisi, tacciando oltretutto di solo pessimismo chiunque lanciava l’allarme della situazione economica che stiamo vivendo – scrive Manciulli -. Chi sorregge il carico di questi nuovi sacrifici? Quella che si prospetta è una manovra iniqua, culmine dell’idea politica di fondo della destra: quella che la coesione sociale vada messa in discussione, innanzitutto tagliando le risorse agli enti locali e alle regioni, anziché intervenire sulla rendita. In questo modo il Governo priva dei servizi essenziali i cittadini. E non lo fa direttamente, ma tagliando le risorse a Comuni, Province e Regioni e costringendo così gli amministratori, loro malgrado, a tagliare sui servizi locali, quelli più vicini alle esigenze quotidiane dei cittadini. È la scelta di indebolire un meccanismo di coesione sociale che si dovrebbe reggere sulla condivisione del governo con tutte le istituzioni. Senza un ravvedimento, sono a rischio il tempo pieno per tutti, l’istruzione di qualità, l’assistenza sociale garantita agli anziani, la sanità aperta a ciascuno, i trasporti per i pendolari.
Vogliono farci credere che i tagli servano ad eliminare le spese inutili. E invece sono tagli con cui si troveranno a fare i conti le persone più deboli, quelle che pongono un’elevata domanda sociale, ma anche e soprattutto le famiglie comuni: chi ha un figlio all’asilo o a scuola, chi si muove con i mezzi pubblici, chi ha un anziano in casa…
I nostri amministratori stanno gridando, in tutte le forme possibili, il loro no ad una manovra che li costringerà a privare i propri cittadini di servizi indispensabili. Non dobbiamo lasciarli soli, dobbiamo stare al loro fianco, perché i tagli di questa volta sono l’ultima tappa di una serie che dura da anni: non si tratta di un sacrificio una tantum.
Non può passare sotto silenzio una situazione simile. Per questo Bersani ha lanciato sabato prossimo a Roma la manifestazione contro la manovra, per mantenere alto il livello della protesta di fronte a questo sfascio sociale. Andare lì in tanti è importante ed è uno sforzo che chiediamo a tutti. La Toscana ci sarà. Abbiamo la responsabilità di spiegare fino in fondo che quello che stanno facendo inciderà davvero sulla vita di tutti gli italiani.

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