Manciulli sulla manifestazione del PD a Roma il 19 giugno contro la manovra. “Dobbiamo essere tanti perché questa manovra inciderà sulla vita delle persone”

giu 14
Postato da Andrea Manciulli Archiviato in Toscana

Abbiamo sentito da Berlusconi, Tremonti e da tutti gli esponenti del Governo tante parole sulla “necessità” della manovra finanziaria. Peccato che fino ad oggi il nostro Paese sia stato costretto a subire le conseguenze di un governo che da sempre ha negato la crisi, tacciando oltretutto di solo pessimismo chiunque lanciava l’allarme della situazione economica che stiamo vivendo – scrive Manciulli -. Chi sorregge il carico di questi nuovi sacrifici? Quella che si prospetta è una manovra iniqua, culmine dell’idea politica di fondo della destra: quella che la coesione sociale vada messa in discussione, innanzitutto tagliando le risorse agli enti locali e alle regioni, anziché intervenire sulla rendita. In questo modo il Governo priva dei servizi essenziali i cittadini. E non lo fa direttamente, ma tagliando le risorse a Comuni, Province e Regioni  e costringendo così gli amministratori, loro malgrado, a tagliare sui servizi locali, quelli più vicini alle esigenze quotidiane dei cittadini. È la scelta di indebolire un meccanismo di coesione sociale che si dovrebbe reggere sulla condivisione del governo con tutte le istituzioni. Senza un ravvedimento, sono a rischio il tempo pieno per tutti, l’istruzione di qualità, l’assistenza sociale garantita agli anziani, la sanità aperta a ciascuno, i trasporti per i pendolari.

Vogliono farci credere che i tagli servano ad eliminare le spese inutili. E invece sono tagli con cui si troveranno a fare i conti le persone più deboli, quelle che pongono un’elevata domanda sociale, ma anche e soprattutto le famiglie comuni: chi ha un figlio all’asilo o a scuola, chi si muove con i mezzi pubblici, chi ha un anziano in casa…

I nostri amministratori stanno gridando, in tutte le forme possibili, il loro no ad una manovra che li costringerà a privare i propri cittadini di servizi indispensabili. Non dobbiamo lasciarli soli, dobbiamo stare al loro fianco, perché i tagli di questa volta sono l’ultima tappa di una serie che dura da anni: non si tratta di un sacrificio una tantum.

Non può passare sotto silenzio una situazione simile. Per questo Bersani ha lanciato sabato prossimo a Roma la manifestazione contro la manovra, per mantenere alto il livello della protesta di fronte a questo sfascio sociale. Andare lì in tanti è importante ed è uno sforzo che chiediamo a tutti. La Toscana ci sarà. Abbiamo la responsabilità di spiegare fino in fondo che quello che stanno facendo inciderà davvero sulla vita di tutti gli italiani.

Ultimo giorno di scuola, “La scuola non deve finire!”. Manciulli e Mecacci (PD) al fianco degli assessori all’istruzione in Piazza Santissima Annunziata

giu 11
Postato da Ufficio Stampa Archiviato in Toscana

C’era anche il PD della Toscana, con il segretario Andrea Manciulli e il responsabile Sapere Patrizio Mecacci, questa mattina a Firenze in una piazza Santissima Annunziata trasformata in aula scolastica dagli assessori alla pubblica istruzione della Regione, delle 10 province e dei comuni, contro i tagli del Governo.

“Questo Governo – commenta Manciulli – sta cercando di negare i tagli al mondo della scuola, facendo credere che tutto ciò che viene tagliato dalle varie Finanziarie, Riforme e Manovre sia superfluo: e allora, che visione ha del futuro questa destra che prova a minare la formazione dei cittadini del futuro fin dalla scuola dell’infanzia passando poi all’università, la ricerca e la cultura? La sfida alla globalizzazione non si vince se non si punta sulle nuove generazioni e la loro formazione: questo il Governo continua a non capirlo”.

Le decisioni sui tagli – dice Mecacci – dimostrano che chi ci governa oggi non ha evidentemente coscienza di ciò che succede nelle scuole italiane: lo sanno bene, invece, tutte le famiglie che si trovano a dover portare in prima persona la carta o il sapone per i figli in classe perché la scuola pubblica viene lasciata senza un euro, neanche per gli interventi di edilizia degli istituti. Per non parlare della scure sul tempo pieno che se non sarà garantito a tutti lascerà le famiglie in grandi difficoltà; o dei tagli al numero degli insegnanti e dunque alla qualità di un’istruzione che negli anni ha ben saputo garantire la preparazione dei ragazzi”.

“Quello che sta accadendo non può passare sotto silenzio: oggi è l’ultimo giorno di scuola ma la battaglia per la scuola non deve finire. Fanno bene gli amministratori a scendere in piazza con manifestazioni simboliche come quella di questa mattina per la scuola sui banchi in Piazza Santissima Annunziata e altre più eclatanti come la protesta, sempre oggi, dei sindaci di Valdisieve e Valdarno contro la manovra varata dal Governo”, concludono Mecacci e Manciulli.

Il 16 giugno prossimo è in programma sui temi della scuola un attivo regionale del Pd toscano, con Francesca Puglisi, responsabile nazionale scuola del PD, gli assessori e i responsabili del Pd dalle varie province.