C’era anche il PD della Toscana, con il segretario Andrea Manciulli e il responsabile Sapere Patrizio Mecacci, questa mattina a Firenze in una piazza Santissima Annunziata trasformata in aula scolastica dagli assessori alla pubblica istruzione della Regione, delle 10 province e dei comuni, contro i tagli del Governo.
“Questo Governo – commenta Manciulli – sta cercando di negare i tagli al mondo della scuola, facendo credere che tutto ciò che viene tagliato dalle varie Finanziarie, Riforme e Manovre sia superfluo: e allora, che visione ha del futuro questa destra che prova a minare la formazione dei cittadini del futuro fin dalla scuola dell’infanzia passando poi all’università, la ricerca e la cultura? La sfida alla globalizzazione non si vince se non si punta sulle nuove generazioni e la loro formazione: questo il Governo continua a non capirlo”.
Le decisioni sui tagli – dice Mecacci – dimostrano che chi ci governa oggi non ha evidentemente coscienza di ciò che succede nelle scuole italiane: lo sanno bene, invece, tutte le famiglie che si trovano a dover portare in prima persona la carta o il sapone per i figli in classe perché la scuola pubblica viene lasciata senza un euro, neanche per gli interventi di edilizia degli istituti. Per non parlare della scure sul tempo pieno che se non sarà garantito a tutti lascerà le famiglie in grandi difficoltà; o dei tagli al numero degli insegnanti e dunque alla qualità di un’istruzione che negli anni ha ben saputo garantire la preparazione dei ragazzi”.
“Quello che sta accadendo non può passare sotto silenzio: oggi è l’ultimo giorno di scuola ma la battaglia per la scuola non deve finire. Fanno bene gli amministratori a scendere in piazza con manifestazioni simboliche come quella di questa mattina per la scuola sui banchi in Piazza Santissima Annunziata e altre più eclatanti come la protesta, sempre oggi, dei sindaci di Valdisieve e Valdarno contro la manovra varata dal Governo”, concludono Mecacci e Manciulli.
Il 16 giugno prossimo è in programma sui temi della scuola un attivo regionale del Pd toscano, con Francesca Puglisi, responsabile nazionale scuola del PD, gli assessori e i responsabili del Pd dalle varie province.
“La scomparsa di Italo Piccini è una perdita che sentiamo tutti, chi da sempre lavora e vive per il porto di Livorno, ma anche tutta la comunità livornese e tutti noi che abbiamo conosciuto la passione e il lavoro di una persona che ha condiviso con noi un pezzo importante della nostra storia politica”. Queste le parole di cordoglio del segretario del Pd della Toscana Andrea Manciulli per la morte dell’ex Console della Compagnia Lavoratori Portuali di Livorno avvenuta questa notte.
“La scomparsa di Italo – continua Andrea Manciulli – rappresenta una perdita destinata a lasciare un vuoto grande sia sotto il profilo politico che sotto quello professionale: la cifra di cosa perdiamo oggi, la sua caratura umana e la forza del suo instancabile impegno per la società, la capisce bene chi lo ha conosciuto. A nome mio e di tutto il Partito Democratico della Toscana esprimo il più profondo cordoglio e la vicinanza per questo lutto alla moglie Mara, al figlio Roberto e a tutta la Compagnia Lavoratori Portuali di Livorno”.
“Le preoccupazioni per l’economia e la difesa della coesione sociale tracciate oggi dal segretario della CGIL sono anche le nostre preoccupazioni”. Così Andrea Manciulli, segretario del PD della Toscana, commenta la relazione del segretario della Cgil Alessio Gramolati che ha ascoltato al XI congresso regionale in corso a Montecatini Terme (PT).
“Vogliamo dire con forza – prosegue Manciulli – che per rispondere alle richieste che ci arrivano dal mondo del lavoro servono innanzitutto le scelte. E’ questo l’impegno che ci prendiamo: il coraggio delle scelte. Il Partito Democratico vuole caricarsi di questa responsabilità. Molto è stato fatto e su più fronti, gli anni che ci aspettano, che aspettano il prossimo presidente della Regione, saranno decisivi per portare a compimento quel processo riformatore che in Toscana è stato intrapreso anche e nonostante le difficoltà della crisi globale e l’assenza di un supporto nazionale. Il programma e la candidatura di Enrico Rossi – conclude il segretario toscano del PD – sono proposte chiare che facciamo alla società toscana e che vanno incontro e danno seguito anche a quanto oggi Gramolati ha evidenziato come esigenze cui rispondere”.