La Dalmine diventi una questione di interesse nazionale per il PD

ott 22
Postato da Ufficio Stampa Archiviato in Toscana

L’impegno del Partito Democratico della Toscana e di quello della Lombardia, dove ha sede la società Tenaris Dalmine, è quello di muoversi con un’unica azione comune per scongiurare l’attuazione del piano aziendale che avrebbe pesante ripercussioni sull’occupazione delle due regioni”, così dichiarano Andrea Manciulli, Segretario del PD Toscana, e Maurizio Martina, Segretario del PD Lombardia, a proposito della vicenda “Tenaris- Dalmine”.

L’effetto di questo piano prevede il dimezzamento dello stabilimento di Costa Volpino, un taglio di un terzo del personale a Dalmine e un altro intervento pesante su Arcore”, dice Martina. “Senza dimenticare”, aggiunge Manciulli, “le ripercussioni che avrebbe la prevista chiusura del sito di Piombino.”

I due Segretari ritengono che questo piano sia inaccettabile per la sua pesantezza e per le sue ricadute. “Siamo chiaramente contro il disimpegno aziendale messo in atto da Tenaris Dalmine. Noi consideriamo strategico per il sistema Italia il settore della siderurgia ad alto contenuto tecnologico e lo sforzo deve essere quello di continuare ad investire nell’innovazione.”

Da un lato mentre Tenaris deve ripensare alle proprie strategie aziendali – concludono i due segretari regionali – dall’altra serve un intervento del Governo per favorire il mantenimento del lavoro e dei siti industriali presenti in Italia.”

Entrambi i segretari si impegnano a fare in modo che la vicenda Dalmine diventi una questione di interesse nazionale per il PD.

Lavoro: Eni a Livorno

set 14
Postato da Ufficio Stampa Archiviato in Toscana

Un sito così importante come quello dell’Eni di Livorno non può essere svenduto. Hanno ragione i lavoratori ad essere preoccupati che il potenziale acquirente non sia un soggetto industriale e per questo non dia garanzie per il futuro. Noi chiediamo che dal tavolo del 17 settembre esca un percorso concreto di prospettiva per i 450 dipendenti di Eni e gli oltre 500 dell’indotto. In quella occasione il Governo dovrà guidare un percorso che porti Eni a dare uno sbocco alla prosecuzione industriale dell’attività di raffinazione”.

Così Andrea Manciulli, segretario del PD della Toscana, interviene sulla vicenda dell’Eni di Livorno.

Crisi ed occupazione

set 9
Postato da Ufficio Stampa Archiviato in Toscana

Andrea Manciulli, segretario del Pd della Toscana, affronta il tema della crisi commentando i dati di Unioncamere sulla grave flessione di importanti comparti economici regionali.

In queste settimane la nostra preoccupazione è quella di stare al fianco dei lavoratori. L’Eni di Livorno, l’ex Delphi e tutte le altre aziende in crisi sono le priorità della nostra iniziativa politica. Bisogna sostenere chi ha investito ed è indebitato, rilanciare la produzione con politiche industriali che premino l’innovazione e le eccellenze della Toscana come quella metalmeccanica.

Le politiche messe in campo dalla Regione vanno nella giusta direzione, ma non possono bastare senza un sostegno da parte del governo nazionale. Mi unisco alla richiesta dell’Assessore Simoncini, di Confindustria e delle parti sociali per il rifinanziamento della cassa integrazione straordinaria e degli ammortizzatori. La crisi avrà ripercussioni nel lungo termine, perché la generazione più colpita è quella tra i 25 anni e i 45 anni, una generazione che non ha quindi la possibilità di farsi una famiglia e dei figli. Se in passato il cuore della coesione sociale erano assistenza e previdenza, oggi occorre fare anche molto di più, e devono affiancarsi priorità come servizi all’infanzia e sostegno per case e aiuti alle giovani famiglie. In questo senso il ruolo della formazione, della cultura e della ricerca è fondamentale per il rilancio del nostro sistema economico.”