“Focus Mediterraneo allargato”

approfondimento ISPI

MED_allargato_copertinaAnche nei primi mesi del 2017, nell’area del Mediterraneo allargato permangono conflittualità e incertezze. La riduzione del controllo territoriale e militare da parte dello Stato islamico è senza dubbio l’elemento più significativo dell’evoluzione del contesto regionale. Tuttavia, al di là del contesto sirio–iracheno, nei prossimi mesi importanti consultazioni elettorali e referendarie sono attese in tre paesi chiave della regione – Algeria, Iran e Turchia – con implicazioni che in alcuni casi vanno ben oltre l’assetto interno.Questo numero del Focus, a cura di Valeria Talbot, dedica l’Approfondimento al ruolo dell’Unione europea nella crisi siriana. Proprio ieri si è conclusa a Bruxelles la conferenza co–organizzata da Ue e Onu sul futuro della Siria e della regione. A partire dall’analisi della situazione sul campo e del ruolo esercitato finora dall’Ue, l’Approfondimento ha individuato possibili linee di azione future per la stabilizzazione e la ricostruzione del paese.

 

Defense Choices for the Next French President

By Daniel Keohane-CSS Analyses in Security Policy

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France has been the most militarily active European member of NATO in recent years, including a large domestic deployment because of an ongoing state of emergency. The next French President may have to make some major defense policy choices; on operations, spending, capabilities and international partnerships. Can France maintain its ambition to be a European power with global reach?

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L’attacco di Trump in Siria: dieci spunti di riflessione

Stefano M. TorelliISPI

 

freccia_avantiLEGGI ANCHE : “The U.S. Attacks on Syria: What Comes Next?”

 

Nella notte tra il 6 e il 7 aprile, gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco con 59 missili Tomahawk dalle navi di stanza nel Mediterraneo, contro la base siriana da cui sarebbero partiti i bombardamenti con armi chimiche contro Idlib – che hanno ucciso circa 80 persone, tra cui diversi bambini – lo scorso 5 aprile. Da un lato, l’attacco statunitense arriva come una sorpresa, considerando che il Presidente Donald Trump si era schierato fortemente contro l’eventualità che Obama potesse attaccare il regime di Assad e, anche in campagna elettorale, aveva chiarito che la sconfitta del regime di Damasco non sarebbe stata una priorità della politica statunitense in Siria. Dall’altro lato, l’azione militare rispecchia anche l’imprevedibilità di Trump e potrebbe portare con sé molte conseguenze, a seconda delle reazioni che tale attacco provocherà e della continuità o meno che Washington darà ai bombardamenti – i primi a colpire direttamente obiettivi legati al regime di Assad da sei anni a questa parte – nel breve-medio termine. E’ difficile al momento stabilire cosa potrà esattamente accadere, ma è possibile fare un’analisi di tale episodio che, a prima vista, appare quasi rivoluzionario rispetto all’attitudine di Trump durante i suoi primi 100 giorni di governo. Quali sono, dunque, i dieci punti da tenere a mente dopo l’attacco missilistico degli Stati Uniti contro il regime di Assad? Continua a leggere

Siria: Attacco giustificato, ora però riprendere negoziato

“L’attacco Usa alla base dalla quale sono partiti gli attacchi chimici è giustificato. Lo smaltimento delle armi chimiche è stato il presupposto sul quale si costruirono gli accordi sulla Siria”, dichiara  Andrea Manciulli, presidente della delegazione italiana all’assemblea parlamentare della Nato.

“Non aver ottemperato a questo punto e aver di nuovo impiegato queste armi terribili per colpire la popolazione civile è intollerabile ed è quindi giusta una reazione. Tuttavia, come sostiene il nostro governo, l’unica via per risolvere la vicenda siriana è il negoziato che deve riprendere e per il quale il nostro Paese si spenderà. Assad deve sapere che l’uso delle armi chimiche e qualsiasi tentativo di infierire sula popolazione siriana non saranno tollerati”.

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Yemen is fast becoming a global, not regional, problem

YEMENAdam Baron – ECFR

As commentators look back on two years of the Saudi-led military campaign, international policy must look forward if the country is to survive.

Two years since Saudi Arabia launched a military campaign to restore Yemen’s internationally-recognized government, the country has descended into a state of unprecedented anarchy. Yemen’s infrastructure and industrial capacity are in ruins; roughly 18 million people, more than half the population, need humanitarian aid; and priceless, centuries-old homes and mosques across the country have been reduced to rubble. Continua a leggere

Il «problema infernale» del nuovo disordine mondiale

–di , , , , il Sole24ore

Nel suo libro “A Problem from Hell”: America and the Age of Genocide (ed. italiana “Voci dall’inferno: l’America e l’era del genocidio”, Baldini Castoldi Dalai, 2004 ), che uscì nel 2002 e vinse il Premio Pulitzer l’anno successivo, Samantha Power condannava l’inazione degli Stati Uniti nel prevenire o fermare alcune delle peggiori stragi etniche del ventesimo secolo. Come, però, lei stessa…continua a leggere

Deterring Iran after the Nuclear Deal

CSIS/Rowman & Littlefield

Despite a U.S. focus on securing an international deal to curb Iran’s nuclear development for the last several years, the United States lacks a strategy to combat the full range of Iranian activities that threaten the interests of the United States and its allies but fall short of conventional warfare. In this report, CSIS’s International Security Program sets forth analysis of Iran’s strategy, motivations, military, and paramilitary capabilities and evaluates the effects of Iranian behavior on key U.S. partners. The study leverages the expertise of contributing authors at CSIS, the American Enterprise Institute, the Center for Naval Analyses, the Washington Institute for Near East Policy, Harvard University, and the University of Hawaii to inform its analysis. The study proposes a framework for deterring Iran, including practical recommendations for the U.S. administration and Congress that would enhance the security of the United States and its allies and partners…continua a leggere