Radicalismo: Manciulli, Italia si dota di strategia e strumenti per prevenzione

“Con la legge approvata oggi, il nostro Paese si dota di una strategia per la prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione e di diffusione dell’estremismo jihadista, la cui necessità si era resa molto forte vista l’evoluzione del terrorismo jihadista, in particolare dopo l’avvento di Daesh, e l’aumento negli ultimi anni in tutto l’Occidente del numero di simpatizzanti sempre più giovani. Intervenire, quindi, sul vasto pubblico di simpatizzanti e radicalizzati con iniziative di tipo preventivo è per noi tutti una priorità. Per questo il provvedimento prevede una serie di strumenti: dall’Istituzione del Centro Nazionale sulla Radicalizzazione (CRAD) presso il ministero dell’Interno, incaricato di elaborare annualmente il Piano Strategico Nazionale di prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione che definisce i progetti da realizzare, anche prevedendo l’uso delle nuove tecnologie,  ai Centri di coordinamento regionali sulla radicalizzazione (CCR) presso le Prefetture. Dall’Istituzione del Comitato parlamentare per il monitoraggio dei fenomeni della radicalizzazione e dell’estremismo violento di matrice jihadista, alla formazione specialistica del personale di Forze di polizia, Forze armate,  docenti,  operatori dei servizi sociali e socio-sanitari fino all’adozione del Piano nazionale per la rieducazione e la de-radicalizzazione di detenuti. Continua a leggere

“Il pericolo corre in rete. La nuova frontiera della minaccia cibernetica”

Il 15 giugno IMG_9323si è svolta alla Camera dei Deputati, presso la Nuova aula dei Gruppi parlamentari,  la conferenza “ Il pericolo corre in rete. La nuova frontiera della minaccia cibernetica”  promossa dalla Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato, in collaborazione con il Centro studi americani. All’iniziativa hanno preso parte circa 500 persone rappresentative del mondo cyber italiano ed ha rappresentato un momento di riflessione importante per la prevenzione e la protezione del “sistema paese”.

“La nuova frontiera della minaccia cibernetica rappresenta una priorità per la sicurezza internazionale, come numerosi fatti recenti hanno dimostrato, dall’attacco in Estonia di dieci anni fa al caso “wannacry” del mese scorso – afferma l’on. Andrea Manciulli, Presidente della Delegazione italiana alla NATO – La capacità di provocare danni, anche molto significativi, da parte di soggetti diversi e anche di piccole dimensioni, alle nostre infrastrutture, al sistema economico, alle nostre istituzioni, fino ad  interferire i processi elettorali, è ormai evidente e deve spingere tutti i paesi dell’Alleanza ad aggiornare sempre di più gli strumenti di contrasto e prevenzione nella dimensione cibernetica. Non è un caso che quello cibernetico sia stato riconosciuto dalla NATO come il nuovo dominio operativo”.

IMG_9517Il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, che ha concluso i lavori del seminario, si è soffermata sul bisogno di conoscere il mondo virtuale che costituisce il “sistema nervoso della società mondiale del ventunesimo secolo”. “Il cosiddetto virtuale”, ha aggiunto il Ministro, “è diventato più reale del reale, sempre più centrale per la nostra quotidianità. La vastità e pervasività delle tecnologie informatiche ci danno la misura del problema: dai rischi più direttamente percepiti dagli individui, come la tutela della privacy,alle minacce di eventi persino catastrofici, come il sabotaggio informatico delle infrastrutture critiche, passando per la dimensione immateriale della conoscenza e della percezione degli eventi”. Per tale motivo, ha continuato il Ministro, “se nella rete sembra esserci sempre meno spazio di manovra per i tradizionali stati nazionali, proprio lo Stato è un attore fondamentale per la sicurezza cibernetica e sarà sempre più cruciale la definizione dei rapporti tra Stati e soggetti non statuali”.

Il seminarIMG_9142io ha costituito una occasione per mettere a confronto la percezione della minaccia e le strategie adottate dal mondo accademico, dell’industria e delle istituzioni. Alla conferenza sono intervenuti, tra gli altri, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Claudio Graziano, Frank J. Cilluffo, Direttore del Center for Cyber and Homeland Security (C.C.H.S.) della George Washington University, Heli Tiirmaa-Klaar, Capo Coordinamento politiche Cyber del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE), Iddo Moed, Capo della Cyber Unit del Ministero degli Affari Esteri di Israele, Enrico Savio, Vice Direttore vicario del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS),  e rappresentanti delle principali industrie del settore.

 Video integrale dell’evento (Camera dei Deputati)

Video integrale dell’evento (Radio Radicale)

 

Vedi anche:

RAITRE – PARLAMENTO TELEGIORNALE 01.05 – “Più investimenti e attenzione per la sicurezza cybernetica” – (16-06-2017)

 

SKY TG24 – TG24 06.00 – `Jihad sul web. Pinotti: molto importante il lavoro che fa Sky` – (16-06-2017)

 

RAI News24 – Ministra Pinotti: La minaccia cibernetica è cresciuta –

 

Il pericolo corre in rete – La nuova frontiera della minaccia cibernetica – Ministero della Difesa 

 

Tutte le nuove strategie dell’Italia per la difesa cibernetica – Formiche

Siria: Attacco giustificato, ora però riprendere negoziato

“L’attacco Usa alla base dalla quale sono partiti gli attacchi chimici è giustificato. Lo smaltimento delle armi chimiche è stato il presupposto sul quale si costruirono gli accordi sulla Siria”, dichiara  Andrea Manciulli, presidente della delegazione italiana all’assemblea parlamentare della Nato.

“Non aver ottemperato a questo punto e aver di nuovo impiegato queste armi terribili per colpire la popolazione civile è intollerabile ed è quindi giusta una reazione. Tuttavia, come sostiene il nostro governo, l’unica via per risolvere la vicenda siriana è il negoziato che deve riprendere e per il quale il nostro Paese si spenderà. Assad deve sapere che l’uso delle armi chimiche e qualsiasi tentativo di infierire sula popolazione siriana non saranno tollerati”.

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Berlino: Manciulli, approvare legge contrasto radicalizzazione (

(ANSA) – ROMA, 23 DIC

 “Quanto avvenuto questa notte a Sesto San Giovanni non e’ un caso. E’ il frutto della professionalita’, del coraggio, della dedizione e dell’efficace coordinamento operativo dei nostri apparati di sicurezza. E’ la conferma che il dispositivo predisposto a tutela del nostro territorio funziona ed agisce avendo come priorita’ la sicurezza della popolazione”. Cosi’ il deputato Dem Andrea Manciulli, presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato e curatore del rapporto Nato sul terrorismo jihadista che rivolge “a tutti gli uomini e le donne che stanno vigilando sulla sicurezza del Paese” il “piu’ sincero sentimento di gratitudine”. “La dinamica dei tragici fatti di Berlino – osserva – ci dice quanto sia sempre piu’ necessaria la collaborazione fra gli apparati di intelligence e di sicurezza dei Paesi europei. Ma la vicenda di Amis Amri, radicalizzatosi in carcere, obbliga tutti ad una ulteriore riflessione che, dopo l’iniziativa presa dalla presidenza del Consiglio, deve darci come obiettivo l’approvazione rapida della legge che abbiamo presentato alla Camera insieme a D’Ambruoso sul contrasto alla radicalizzazione, perche’ il tema del proselitismo nelle carceri, nelle scuole e nei luoghi di lavoro non puo’ essere questione secondaria. Ha ragione il ministro degli Interni Minniti, che in questi anni ha svolto un ruolo importante, a dirsi orgoglioso delle nostre forze di sicurezza, sapendo che in questo campo non bisogna e non si puo’ sottovalutare nulla”.(ANSA).

Truppe italiane NATO in Paesi Baltici: impegno già noto da Varsavia

Andrea Manciulli del PD commenta l’invio di truppe italiane nei Paesi Baltici in forze nella NATO.

“Si svegliano ora, con una polemica ridicola per un impegno già noto da mesi stabilito durante il vertice NATO di Varsavia” dichiara in una nota Andrea Manciulli, presidente della delegazione parlamentare italiana allaNATO.
“Era già stato comunicato, durante il vertice di Varsavia dello scorso luglio e nei giorni successivi, dal Presidente del Consiglio la disponibilità italiana ad inviare truppe nei paesi baltici, secondo gli accordi assunti in quella sede dal nostro Paese, quale membro dell’Alleanza Atlantica. – ricorda – L’Italia partecipa agli impegni assunti nel rispetto dei principi e degli obblighi reciproci di collaborazione e cooperazione tra alleati, che non possono essere invocati solo quando sembra più comodo”. “Questa decisione non rappresenta alcuna minaccia alla Russia – assicura quindi Manciulli -. Riteniamo estremamente importante costruire un dialogo serio con Mosca, ma questo ‘filo-russismo a prescindere’ di alcune forze politiche italiane non aiuta affatto”.
comunicato stampa

Una Shengen della Difesa, idea importante per il futuro dell’Europa. Condivido la proposta di Pinotti e Gentiloni

“Promuovere la costruzione di un’Unione per la Difesa europea, partendo da alcuni stati promotori tra cui l’Italia, per arrivare a una “Schengen della Difesa”sarebbe una scelta fondamentale per il futuro dell’Unione e molto utile, anche nella lotta al terrorismo. – Afferma Andrea Manciulli, Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO – Condivido e sostengo con convinzione la proposta lanciata oggi da Roberta Pinotti e Paolo Gentiloni: il lancio di un progetto di Unione per la Difesa europea è un fatto impostante, su cui l’Italia può essere protagonista. Accelerare il processo di integrazione nel campo della difesa tra Stati europei potrebbe essere molto imposante per garantire più sicurezza ai nostri cittadini e ai nostri paesi, per contrastare con ancora più efficacia il terrorismo jihadista e per rilanciare con forza anche il processo di integrazione politica europea – conclude Manciulli.

Comunicato stampa

Libia, Lotta al terrorismo: irresponsabili le affermazioni di Di Maio

“Strumentalizzare la paura delle persone e il rischio attentati è un’operazione irresponsabile. In questo modo Di Maio non fa un servizio al paese, ma il contrario” – Afferma l’On. Andrea Manciulli, Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea Parlamentare della NATO – “Non è evitando di combattere DAESH che si evita il rischio degli attentati. Con queste sue dichiarazioni Di Maio, invece, sembra essere coerente con l’idea di altri esponenti del suo partito di voler dialogare con DAESH e non combatterlo. Da un rappresentante delle Istituzioni come Di Maio, che ha anche ambizioni importanti, ci si aspetterebbe un comportamento più responsabile su argomenti così delicati.”

“Non è nascondendo la testa sotto la sabbia che potremo sconfiggere la minaccia del terrorismo. Noi siamo convinti che sia necessario contrastare DAESH anche in Libia, e non solo sul piano militare, ma anche su quello culturale ed economico, per poter garantire alla Libia un processo di stabilizzazione politica e istituzionale indispensabile soprattutto anche all’Italia e all’Europa” – conclude Manciulli .

comunicato stampa