Il jihadismo nel Quadrante asiatico

 

Il Quadrante asiatico è senza dubbio una delle realtà in cui osservare la capacità della retorica jihadista di adattarsi ai differenti contesti sociali e istituzionali, e vedere come nella concorrenza tra Daesh e al-Qaeda si sia accresciuta l’importanza di ogni paese islamico, anche lontano dalle aree mediorientali. Vediamo insieme come si evolve la penetrazione jihadista nel quadrate asiatico, ricordando che dagli anni ’90, al-Qaeda ha tessuto una serie di collaborazioni quasi osmotiche con i gruppi di insurrezione o con i movimenti indipendentisti locali di vari stati del Sud-est Asia, in termini soprattutto di armi, sostegno militare e denaro.

 

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Afghanistan: terra strategica per attori regionali e forze jihadiste

Per la sua posizione strategica, l’Afghanistan vede concentrare da tempo sul suo terreno le mire di controllo non solo delle nazioni limitrofe ma anche delle organizzazioni terroristiche che, come nel trascorso caso di Bin Laden, vedono in Afghanistan positive condizioni di rifugio e  un ottimo punto di raccordo,  e allo stesso tempo sta diventando il luogo dove riaffiora la tensione anche tra le organizzazioni terroriste, che attraverso questa conflittualità cercano di ampliare il proprio raggio d’azione e la propria forza attrattiva. Gli sforzi nei tentativi di stabilizzazione dell’Afghanistan condotti dalla Nato e dalla comunità internazionale sono essenziali per evitare che possa ricadere sotto il controllo di organizzazioni integraliste e terroristiche. Si tratta di un impegno regolare e incessante, motivato sia dall’importanza strategica che il Paese riveste dal punto di vista delle dinamiche geopolitiche regionali, come dalla preoccupazione per la sicurezza internazionale.

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Aggiornamento Nord Corea e questione nucleare

Negli ultimi mesi la Corea del Nord ha richiamato l’attenzione del mondo intero effettuando degli  200px-Table_layout_of_Six-Party_Talks.svgesperimenti nucleari. Come ricorderete, nella newsletter n. 21 abbiamo cercato di inquadrare gli intenti perseguiti dal regime di Kim, la pericolosità della bomba all’idrogeno rispetto a quella nucleare “classica” (sganciata su Hiroshima e Nagasaki nel 1945) e gli sforzi condotti sinora dalla comunità internazionale per promuovere la non proliferazione nucleare e richiamare la Corea del Nord. Quello scenario descritto un anno e mezzo fa non trova evoluzioni positive, bensì si registra un suo inasprimento con un ritorno più che evidente della deterrenza e di pratiche tipiche della politica di potenza.

In questa newsletter cercheremo di capire l’approccio dei vari stati capaci di incidere sulla vicenda e come esso si è evoluto rispetto al nostro precedente approfondimento.

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Dealing with the Russian Bear: Improving NATO’s Response to Moscow’s Military Exercise Zapad 2017

Russian BearGuillaume Lasconjarias and Lukáš Dyčka*

Major military exercises are never a simple routine but carry important political significance. This is the case with the recent Russian military manoeuvres of Zapad 2017, which took place in Belarus as well as in the Russian enclave of Kaliningrad – bordering the territory of two NATO Baltic States – on 14-20 September. The exercise was closely monitored by European and US military and political elites and caused considerable concern in Poland and the Baltic states.
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What if Trump decertifies the Iran deal?

Ellie Geranmayeh  ECFR  iran decertify

European countries must coordinate a vigorous response to prevent Trump from derailing the nuclear accord.

There is little doubt that President Trump seeks to undermine the Iran nuclear deal negotiated by his predecessor and world powers. Despite assessments by U.S. generalsand eight reports from the International Atomic Energy Agency (IAEA) that verify Iranian compliance, Trump claims that Iran is violating the “spirit” of the deal, and he has repeatedly threatened to either walk away or renegotiate the agreement.

Reports have emerged that in the coming days Trump is expected to ‘decertify’ Iranian compliance with the nuclear deal, known as the Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA). This could have serious implications for European security interests with respect to non-proliferation objectives and the Middle East. European countries must now coordinate a more vigorous response to prevent Trump and the US Congress from derailing the nuclear accord.

What does ‘decertification’ entail?

Unlike in Europe, the US administration has a domestic legal requirement to ‘certify’ every 90 days that Iran is adhering to the nuclear deal. This law, the Iran Nuclear Agreement Review Act of 2015 (INRA), was introduced by Congress to increase oversight from the legislative branch over the implementation of the JCPOA. Trump has already issued such certifications twice but has strongly indicated he is unlikely to do so again at the next deadline on 15 October ….continua a leggere