Afghanistan: terra strategica per attori regionali e forze jihadiste

Per la sua posizione strategica, l’Afghanistan vede concentrare da tempo sul suo terreno le mire di controllo non solo delle nazioni limitrofe ma anche delle organizzazioni terroristiche che, come nel trascorso caso di Bin Laden, vedono in Afghanistan positive condizioni di rifugio e  un ottimo punto di raccordo,  e allo stesso tempo sta diventando il luogo dove riaffiora la tensione anche tra le organizzazioni terroriste, che attraverso questa conflittualità cercano di ampliare il proprio raggio d’azione e la propria forza attrattiva. Gli sforzi nei tentativi di stabilizzazione dell’Afghanistan condotti dalla Nato e dalla comunità internazionale sono essenziali per evitare che possa ricadere sotto il controllo di organizzazioni integraliste e terroristiche. Si tratta di un impegno regolare e incessante, motivato sia dall’importanza strategica che il Paese riveste dal punto di vista delle dinamiche geopolitiche regionali, come dalla preoccupazione per la sicurezza internazionale.

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“Focus Mediterraneo allargato”

approfondimento ISPI

MED_allargato_copertinaAnche nei primi mesi del 2017, nell’area del Mediterraneo allargato permangono conflittualità e incertezze. La riduzione del controllo territoriale e militare da parte dello Stato islamico è senza dubbio l’elemento più significativo dell’evoluzione del contesto regionale. Tuttavia, al di là del contesto sirio–iracheno, nei prossimi mesi importanti consultazioni elettorali e referendarie sono attese in tre paesi chiave della regione – Algeria, Iran e Turchia – con implicazioni che in alcuni casi vanno ben oltre l’assetto interno.Questo numero del Focus, a cura di Valeria Talbot, dedica l’Approfondimento al ruolo dell’Unione europea nella crisi siriana. Proprio ieri si è conclusa a Bruxelles la conferenza co–organizzata da Ue e Onu sul futuro della Siria e della regione. A partire dall’analisi della situazione sul campo e del ruolo esercitato finora dall’Ue, l’Approfondimento ha individuato possibili linee di azione future per la stabilizzazione e la ricostruzione del paese.

 

Il «problema infernale» del nuovo disordine mondiale

–di , , , , il Sole24ore

Nel suo libro “A Problem from Hell”: America and the Age of Genocide (ed. italiana “Voci dall’inferno: l’America e l’era del genocidio”, Baldini Castoldi Dalai, 2004 ), che uscì nel 2002 e vinse il Premio Pulitzer l’anno successivo, Samantha Power condannava l’inazione degli Stati Uniti nel prevenire o fermare alcune delle peggiori stragi etniche del ventesimo secolo. Come, però, lei stessa…continua a leggere

India-Pakistan Relations and Regional Stability

India and Pakistan have considerable scope to build on the various confidence-building measures that have been negotiated in the past decade and a half, especially in the areas of trade and economic cooperation.

This essay reviews the current state of India-Pakistan relations and examines the prospects for bilateral and regional cooperation between the two South Asian neighbors. Continua a leggere

Le incognite per l’Afghanistan nel passaggio da ISAF a Resolute Support

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A quattordici anni dalla caduta del regime talebano, l’Afghanistan si presenta ancora come un Paese profondamente instabile. Nonostante i passi in avanti compiuti dalle autorità afghane dal 2001, la mancanza di solidità del governo di Kabul e la difficoltà delle Forze di sicurezza nazionali nel rispondere in modo efficace all’insorgenza rappresentano i due grandi punti deboli per il successo del complicato processo di stabilizzazione.

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Così l’Isis si è infiltrato in Afghanistan per diventare il leader globale del terrore

 – MAURIZIO MOLINARI – la stampa
Gli jihadisti puntano al dominio della regione e mettono l’India nel mirino
L’Emiro dei taleban che vuole riconquistare Kabul contro l’inviato del Califfo dello Stato Islamico intenzionato a scatenare l’Apocalisse con l’India: sulle spoglie del Mullah Omar inizia il duello fra leader jihadisti sul dominio sulla regione afghano-pachistana. È una sfida che oppone identità divergenti del jihadismo sunnita, portatrici di obiettivi strategici differenti.