Gulf security after 2020

IISS

When UN Security Council Resolution 2231 – associated with the Iran nucle

Islamic Republic of Iran Army Ground Forces

ar deal – came into effect in late 2015, it included a clause preventing states from transferring conventional arms to Iran for five years. But what weapons would Iran buy, and how would they shape its military capabilities? A high-level group of experts examines the future of Gulf security after the moratorium on arms purchases expires.

Out of Africa. Why People Migrate

Israele di fronte al rafforzamento di Hezbollah in Siria

DI Lorenzo Marinone- CeSI

Nella notte tra il 6 e il 7 settembre Israele ha condotto un nuovo strike aereo in Siria. L’attacco ha colpito un complesso vicino a Masyaf, città a metà strada fra Hama e Tartus, non lontana dal confine con il Libano. La struttura ospitava il Centro per la ricerca scientifica di al-Tala’i, organismo legato allo sviluppo di tecnologie missilistiche avanzate e alla produzione di componenti chimici. Inoltre, il raid israeliano ha distrutto una vicina base militare adibita allo stoccaggio di diversi sistemi d’arma, tra cui missili terra-terra a corto raggio...continua a leggere

L’attacco di Trump in Siria: dieci spunti di riflessione

Stefano M. TorelliISPI

 

freccia_avantiLEGGI ANCHE : “The U.S. Attacks on Syria: What Comes Next?”

 

Nella notte tra il 6 e il 7 aprile, gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco con 59 missili Tomahawk dalle navi di stanza nel Mediterraneo, contro la base siriana da cui sarebbero partiti i bombardamenti con armi chimiche contro Idlib – che hanno ucciso circa 80 persone, tra cui diversi bambini – lo scorso 5 aprile. Da un lato, l’attacco statunitense arriva come una sorpresa, considerando che il Presidente Donald Trump si era schierato fortemente contro l’eventualità che Obama potesse attaccare il regime di Assad e, anche in campagna elettorale, aveva chiarito che la sconfitta del regime di Damasco non sarebbe stata una priorità della politica statunitense in Siria. Dall’altro lato, l’azione militare rispecchia anche l’imprevedibilità di Trump e potrebbe portare con sé molte conseguenze, a seconda delle reazioni che tale attacco provocherà e della continuità o meno che Washington darà ai bombardamenti – i primi a colpire direttamente obiettivi legati al regime di Assad da sei anni a questa parte – nel breve-medio termine. E’ difficile al momento stabilire cosa potrà esattamente accadere, ma è possibile fare un’analisi di tale episodio che, a prima vista, appare quasi rivoluzionario rispetto all’attitudine di Trump durante i suoi primi 100 giorni di governo. Quali sono, dunque, i dieci punti da tenere a mente dopo l’attacco missilistico degli Stati Uniti contro il regime di Assad? Approfondisci

Siria: Attacco giustificato, ora però riprendere negoziato

“L’attacco Usa alla base dalla quale sono partiti gli attacchi chimici è giustificato. Lo smaltimento delle armi chimiche è stato il presupposto sul quale si costruirono gli accordi sulla Siria”, dichiara  Andrea Manciulli, presidente della delegazione italiana all’assemblea parlamentare della Nato.

“Non aver ottemperato a questo punto e aver di nuovo impiegato queste armi terribili per colpire la popolazione civile è intollerabile ed è quindi giusta una reazione. Tuttavia, come sostiene il nostro governo, l’unica via per risolvere la vicenda siriana è il negoziato che deve riprendere e per il quale il nostro Paese si spenderà. Assad deve sapere che l’uso delle armi chimiche e qualsiasi tentativo di infierire sula popolazione siriana non saranno tollerati”.

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Yemen is fast becoming a global, not regional, problem

YEMENAdam Baron – ECFR

As commentators look back on two years of the Saudi-led military campaign, international policy must look forward if the country is to survive.

Two years since Saudi Arabia launched a military campaign to restore Yemen’s internationally-recognized government, the country has descended into a state of unprecedented anarchy. Yemen’s infrastructure and industrial capacity are in ruins; roughly 18 million people, more than half the population, need humanitarian aid; and priceless, centuries-old homes and mosques across the country have been reduced to rubble. Approfondisci