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Il jihadismo nel Quadrante asiatico

 

Il Quadrante asiatico è senza dubbio una delle realtà in cui osservare la capacità della retorica jihadista di adattarsi ai differenti contesti sociali e istituzionali, e vedere come nella concorrenza tra Daesh e al-Qaeda si sia accresciuta l’importanza di ogni paese islamico, anche lontano dalle aree mediorientali. Vediamo insieme come si evolve la penetrazione jihadista nel quadrate asiatico, ricordando che dagli anni ’90, al-Qaeda ha tessuto una serie di collaborazioni quasi osmotiche con i gruppi di insurrezione o con i movimenti indipendentisti locali di vari stati del Sud-est Asia, in termini soprattutto di armi, sostegno militare e denaro.

 

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Riunione della Coalizione anti Daesh

Il Ministro Pinotti presiede la riunione della Coalizione anti Daesh 

(fonte: Ministero Difesa, Roma 13 febbraio 2018)

Approfondimenti

Ministero Difesa: Pinotti incontra i colleghi Usa e canadese

 

Focus IAI: Isis, la coalizione fa il punto.

Roma, i ministri della Difesa (tra cui il capo del Pentagono James Mattis); a Kuwait City, i ministri degli Esteri: i Paesi della Coalizione internazionale anti-Isis a guida Usa – una quindicina – decidono il futuro della loro azione in Iraq Siria, dove la guerra si ramifica in nuovi e diversi conflitti: senza più il paravento dell’Isis, ciascuno combatte i propri nemici, i turchi i curdi, i filo-iraniani l’opposizione ad Assad, gli Usa i sostenitori del regime.

L’onorevole Manciulli incontra il Generale Graziano

L’onorevole Andrea Manciulli, fondatore dell’intergruppo parlamentare “Uniti contro il terrorismo” e Presidente della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO, ha incontrato oggi il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano.

Con l’occasione, il Generale Graziano ha potuto tracciare all’illustre ospite un punto di situazione generale sulle Forze Armate, anche alla luce dei nuovi impegni operativi internazionali. Particolarmente, interessante, poi, il confronto sugli attuali temi del terrorismo internazionale e dell’impiego delle Forze Armate in compiti di sicurezza interna, in concorso alle Forze di polizia per il presidio e controllo del territorio.

 

Difesa: Manciulli, assoluta fiducia e apprezzamento per lavoro Forze armate

Difesa: Manciulli, assoluta fiducia e apprezzamento per lavoro Forze armate Roma, 08 feb – (Nova) – Il deputato Andrea Manciulli, fondatore dell’intergruppo parlamentare “Uniti contro il terrorismo” e presidente della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato, ha incontrato oggi il capo di Stato maggiore della Difesa, Claudio Graziano. Nel corso dell’incontro, come rende noto un comunicato, e’ stato fatto il punto di situazione generale sulle Forze armate anche alla luce dei nuovi impegni operativi internazionali, e sugli attuali temi del terrorismo e dell’impiego delle Forze armate in compiti di sicurezza interna, in concorso alle Forze di Polizia per il presidio e controllo del territorio. Nel corso dell’incontro, Manciulli ha sottolineato: “E’ stato un grande onore per me lavorare in questi anni con le Forze armate italiane. Oggi ho voluto incontrare il generale Graziano per fare il punto sull’impegno dei nostri militari sia in ambito nazionale sia in quello internazionale ma anche per esprimere la mia vicinanza e la totale fiducia per quanto fanno le forze armate per la tutela della salute dei nostri militari adottando tutte le cautele e controlli sanitari previsti”. Per poi aggiungere: “Sono certo che i vertici delle Forze armate, ad ogni livello, hanno sempre agito con grande senso di responsabilita’ e dovere per tutelare la salute del proprio personale in ogni circostanza”. Manciulli ha inoltre ringraziato le Forze armate italiane per il supporto fornito ai lavori del gruppo e durante tutto il suo mandato da presidente della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato.

Fonte: Stato Maggiore Difesa

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Foreign fighters in Italia? Fidatevi delle istituzioni. Parola di Andrea Manciulli

L’allarme dell’Interpol, ridimensionato dalla nostra Polizia, nell’analisi del deputato maggiormente impegnato in Italia nella lotta al terrorismo.

“La notizia rivela una proficua attività di collaborazione e scambio di informazioni tra le autorità italiane e quelle tunisine, nonché la bontà delle rispettive capacità di intelligence”.

 

 

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L’ITALIA AL COMANDO DELLA VJTF, LA ”PUNTA DI LANCIA” DELLA NATO

Alessandra Giada Dibenedetto – Ce.s.i. 

La Forza di Risposta dell’Alleanza Atlantica, meglio nota come NATO Response Force (NRF), venne lanciata nel 2002 al fine di garantire una rapida capacità di dispiegamento in caso di minacce alla sicurezza dei Paesi Membri. Tale forza multinazionale congiunta è composta da unità terrestri, aeree e marittime e da forze speciali, ed è caratterizzata da un livello tecnologico e di prontezza operativa elevato. La NRF è incaricata di esercitare un’ampia gamma di funzioni, tra cui: contribuire a preservare l’integrità territoriale dei Paesi dell’Alleanza, dare una dimostrazione di forza, proteggere le infrastrutture critiche, condurre operazioni di sicurezza e di sostegno della pace e operare in caso di disastri naturali. Il comando operativo della NRF si alterna tra i Comandi militari NATO a Napoli e a Brunssum (Paesi Bassi).  Approfondisci

A contener la radicalización

Desde Roma

A dieciséis años del ataque de Al Qaeda contra las Torres Gemelas de Nueva York en el que murieron más de 1500 personas, el terrorismo islamista no ha muerto. Tampoco Al Qaeda ha muerto, difundiéndose en numerosos países africanos además de Medio Oriente,  pese a que muchos de sus militantes han pasado a las filas del Estado Islámico (EI), aseguran los estudiosos. El EI nació en Irak en 2003, es decir el año en que fue invadido por Estados Unidos y sus aliados. La pregunta que muchos se hacen es si esa invasión no fue el factor desencadenante del terrorismo. “No es verdad que los países occidentales son culpables de todas las crisis en Medio Oriente. Esos países ya estaban en situaciones difíciles antes. Pero también es cierto que no habría que abrir crisis cuando después no se sabe cómo cerrarlas”, dijo el diputado y experto en seguridad Andrea Manciulli a PáginaI12.

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